Consigli di ufficio stampa 2.0 per diffondere comunicati e interagire con i giornalisti su Twitter

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Chi gestisce un’attività di ufficio stampa 2.0 in maniera efficace si pone come principale obiettivo l’ottimizzazione della visibilità del brand grazie alla costruzione di un rapporto proficuo con i media.

L’ufficio stampa 2.0 è un contesto che si basa sulla dinamicità e Twitter il social perfetto per sfruttare questo aspetto con un preciso intento: diffondere comunicati stampa aziendali con un’ottica mirata.

Per rendere Twitter uno strumento funzionale a un’attività di ufficio stampa 2.0 non basta impostare il profilo curando la bio e specificando i riferimenti diretti di chi si occupa delle relazioni con i media; è in primo luogo necessario scrivere tweet che siano in grado di attrarre l’attenzione dei giornalisti, di quelli propensi a parlare del brand nei contesti ideali per massimizzarne la visibilità. Come si raggiunge questo risultato? Oggi vogliamo darvi qualche rapido consiglio al proposito.

Evita acronimi e linguaggio tecnico

Un tweet in grado di attrarre l’attenzione di un giornalista alla ricerca di contenuti interessanti sui social deve essere privo di acronimi poco conosciuti e di termini connessi a uno specifico linguaggio tecnico.

Bisogna ragionare esattamente come quando si scrive l’oggetto di una mail, con la consapevolezza che numerosi messaggi finiscono nella cartella spam proprio per la scarsa qualità di questo punto – che risulta spesso privo di contenuti informativi chiari o caratterizzato da un tono marcatamente promozionale – inficiando la reputazione del brand e del lavoro dell’ufficio stampa.

Usa le liste per perfezionare i contenuti

Le liste rappresentano un’alternativa molto valida per organizzare i contatti su Twitter e visionare separatamente i contenuti diffusi dai membri di uno specifico gruppo.

In questo modo risulta più facile per chi gestisce un’attività di ufficio stampa 2.0 avere un’idea di quello che postano i professionisti del mondo mediatico che si intende intercettare, ma soprattutto del linguaggio che utilizzano e del taglio con cui si approcciano ai temi.

Si tratta d’informazioni preziose e utili alla creazioni di tweet in grado di attrarre l’attenzione dei giornalisti, rispondendo a una determinata esigenza professionale. Un’attività di ufficio stampa 2.0 orientata all’efficacia non può prescindere da un processo di listening incentrato sulle conversazioni social del target di riferimento, monitorando sia gli argomenti, sia le modalità con cui vengono trattati.

Non trascurare il follow up

La diffusione mirata di un comunicato stampa su Twitter presuppone, come più volte ricordato, la creazione di un rapporto di qualità con i media, che non può fermarsi all’approfondimento di uno specifico tema a partire da un contenuto elaborato dall’ufficio stampa e notato sui social da un giornalista.

Andare oltre è necessario e per farlo basta concentrarsi sul follow up, ricordandosi per esempio di retweettare dal profilo di una testata un articolo scritto su un evento o sul lancio di un prodotto.

L’ufficio stampa 2.0 non è solo un contesto di comunicazione dinamica, ma è anche un ambito dove è necessario mettere in primo piano il monitoraggio delle conversazioni per creare contenuti che riescano a essere interessanti per il target finale, funzionali a esigenze di natura professionale e alle tempistiche tecniche ad esse legate.


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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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