Come un ufficio stampa deve fare retweet strategici

ufficio stampa
L’autoreferenzialità non paga mai, neanche in ciò che riguarda l’ufficio stampa su Twitter. Ecco qualche consiglio per il retweet strategico.

L’avvento dei social ha portato numerosi cambiamenti nel lavoro di chi si occupa di ufficio stampa e da tempo non ha più a che fare con processi comunicativi a circuito chiuso.

Occuparsi di ufficio stampa in ottica 2.0 significa essere consapevoli di quanto sia cambiato il pubblico al quale ci si rivolge, ma anche della necessità di mettere in campo nuove dinamiche per ottimizzare strategicamente la visibilità dei contenuti.

Questo approccio operativo implica anche un’attenzione costante ad azioni tecniche come il retweet, che può rivelarsi molto utile quando si tratta di migliorare una strategia di ufficio stampa 2.0. Ecco per voi tre consigli per ottimizzarlo.

Non metterlo in secondo piano

Mettere in secondo piano il retweet ed evitare di farne ricorso può non rappresentare una scelta utile per una strategia di ufficio stampa 2.0. Il profilo Twitter dell’ufficio stampa di un brand è una vetrina molto importante per farsi un’idea chiara del livello di copertura mediatica, ma rappresenta soprattutto uno strumento per coltivare relazioni di qualità con i media, essenziali perché si possa parlare di un lavoro di ufficio stampa efficace.

La mancanza di retweet – situazione riscontrabile analizzando vari esempi, come per esempio il profilo Twitter dell’ufficio stampa di easyJet – denota un’autoreferenzialità poco vantaggiosa dal punto di vista tecnico.

Tieni d’occhio i profili personali dei giornalisti

Quando si parla di retweet strategico per l’ufficio stampa 2.0 non si chiama in causa solo il rimando a contenuti provenienti dai profili di grandi testate o trasmissioni televisive, ma anche i post divulgati da giornalisti e influencer tramite i loro profili personali.

Tenere gli occhi aperti sui contenuti postati da giornalisti e influencer in generale e ritwittarli quando menzionano il brand è un’impostazione vantaggiosa per l’attività di ufficio stampa, anche se non c’è la necessità specifica di ottimizzare la visibilità di un comunicato stampa. Per un esempio concreto in merito rimandiamo all’immagine sottostante, riferita a un retweet proveniente dal profilo dell‘ufficio stampa di Trenord.

ufficio stampa

Non dimenticare gli eventi

Gli eventi costituiscono delle occasioni fondamentali per migliorare la reputazione di un brand e la visibilità di determinati progetti. La strategia di ufficio stampa 2.0 può svolgere un ruolo essenziale in merito anche grazie al retweet strategico. Per un esempio che aiuta a capire meglio quanto appena specificato possiamo fare riferimento al profilo Twitter dell’ufficio stampa di Siemens, con il rimando di un contenuto divulgato dal Primo Ministro indiano Modi e dedicato all’incontro con il CEO del gruppo aziendale (vedi immagine sottostante).

ufficio stampa

Occuparsi di ufficio stampa 2.0 significa mettere da parte l’autoreferenzialità e comprendere che le relazioni con i media implicano un’apertura a ogni aspetto del sistema che ruota attorno a un brand: il retweet strategico, da mettere in atto in maniera costante, è uno strumento molto valido per concretizzare quanto appena ricordato e per costruire dei rapporti di valore con i professionisti del mondo mediatico.


Leggi altri consigli di ufficio stampa



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.