Ufficio stampa 2.0: come ottimizzare un comunicato per i social

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Il web 2.0 ha cambiato radicalmente il lavoro di chi si occupa di ufficio stampa, rendendo essenziale l’ottimizzazione social della maggior parte delle azioni.

È importante ricordare che il comunicato rimane comunque il centro nevralgico dell’attività di ufficio stampa: per fare in modo che sia efficace è necessario avere un’idea chiara sugli errori stilistici che lo rendono anti social e che, di conseguenza, inficiano la qualità dell’intero lavoro.

Non basta evitare di fare copia e incolla dell’intero contenuto su Facebook per operare in ottica 2.0: anche lo stile ha un ruolo fondamentale quando si tratta di realizzare un comunicato stampa ottimizzato per i social. Oggi vogliamo darvi qualche suggerimento di ufficio stampa riguardante le azioni da non compiere per riuscirci.

Dimentica i punti esclamativi

Il comunicato stampa non è una lettera di vendita. Per fare in modo che il contenuto non sia considerato marcatamente promozionale e risulti valido dal punto di vista dell’ottimizzazione social è bene mettere da parte alcune scelte stilistiche, in primo luogo l’utilizzo dei punti esclamativi (consentiti solo nelle citazioni).

Altra caratteristica che rende un comunicato anti social compromettendo l’efficacia dell’attività di ufficio stampa è l’abuso di aggettivi qualificativi, che non risulta utile anche se si punta a potenziare il content marketing.

Non eccedere con i link interni

Gestire un’attività di ufficio stampa significa essere consapevoli di quanto i link interni siano importanti per consentire all’utente di approfondire quanto presentato nel comunicato.

Risulta però fondamentale non eccedere, ed evitare per esempio di associare a un link interno ogni parola chiave o variazione di essa. Il comunicato stampa non nasce come strumento strategico per massimizzare le visite al sito, ed esasperare l’inserimento di link interni è il miglior modo per far sì che l’indirizzo del mittente venga incluso nell’elenco della posta indesiderata.

Attenzione agli acronimi

Gli acronimi – a meno che non siano conosciuti su larga scala – rappresentano un altro punto capace di rendere il comunicato stampa anti social.

Il consiglio generale è quello di utilizzarli il meno possibile – influenzano comunque la scorrevolezza del testo – ricordandosi ogni volta di scioglierli, rendendo così più agevole la lettura. Il comunicato non è più uno strumento visionato esclusivamente da chi gestisce un’attività di ufficio stampa e da una ristretta cerchia di giornalisti, ma è un documento visibile anche a professionisti del mondo mediatico che possono non avere la padronanza di un determinato gergo aziendale.

La gestione di un’attività di ufficio stampa 2.0 rende necessario il possesso di conoscenze tecniche relative alla gestione dei social, ma rimane comunque fondamentale curare la qualità dei comunicati, realizzandoli con le idee chiare sulle impostazioni stilistiche che li rendono poco aderenti alle regole del web 2.0 e, automaticamente, non utili a sviluppare un rapporto di qualità tra brand e media.


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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.