Ufficio stampa 2.0: consigli per un boiler plate efficace

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Chi si occupa di ufficio stampa 2.0 sa che senza comunicati stampa di qualità è poco utile essere presenti sui social e interagire con i professionisti del mondo mediatico.

Il comunicato rimane il punto di riferimento principale per l’attività di ufficio stampa 2.0 e per questo motivo deve essere curato in ogni particolare, senza trascurare i dettagli tecnici come il boiler plate. Di cosa stiamo parlando? Di una parte strutturale della conclusione, dedicata nello specifico ai dati relativi alla mission e alla storia dell’azienda.

Non è possibile approcciarsi al web 2.0 senza partire da contenuti di valore: questo è importante anche quando si gestisce un’attività di ufficio stampa, con la necessità di avere le idee chiare su tutti i trucchi tecnici in grado di rendere il comunicato uno strumento funzionale al successo aziendale. Ecco quindi qualche consiglio per chi vuole riuscirci e procedere senza sottovalutare la qualità del boiler plate.

Punta al problem solving

Una delle caratteristiche più rilevanti dei comunicati efficaci è l’immediatezza e il boiler plate può essere decisivo al proposito. Un suggerimento utile in merito consiste nel dare spazio al problem solving, il che significa non limitarsi a elencare i servizi e i principali dati relativi al percorso aziendale, ma specificare anche i benefici che possono arrivare all’utente finale.

Ovviamente è necessario fare attenzione a non risultare eccessivamente promozionali, evitando scelte linguistiche come gli avverbi di modo e gli aggettivi qualificativi, poco vantaggiosi quando si tratta di rendere l’attività di ufficio stampa una parte della strategia di content marketing.

Non dimenticare la concisione

Scrivere un comunicato in ottica 2.0 significa non dimenticare la concisione anche quando si parla di boiler plate. La lunghezza ideale di questo paragrafo non dovrebbe superare le 100/150 parole – ottimo al proposito l’esempio di Apple – così da evitare di perdere l’attenzione del giornalista (alla luce di quanto appena ricordato si può sottolineare la poca efficacia del boiler plate dei comunicati presenti nell’area press di Coca Cola).

Evita il gergo tecnico

Gestire un’attività di ufficio stampa in ottica 2.0 significa ricordare la necessità di mettere da parte espressioni strettamente legate a sfere gergali tecniche, soprattutto in una parte come il boiler plate, fondamentale per completare le informazioni fornite al giornalista nel comunicato. L’ufficio stampa 2.0 produce contenuti che hanno un pubblico più ampio rispetto a quello dell’ufficio stampa tradizionale, quando era molto più stretta l’esclusività delle comunicazioni con i media.

Per questo è basilare muoversi basandosi su scelte linguistiche improntate alla chiarezza anche nella redazione del boiler plate. Cosa possiamo osservare per trovare un buon esempio al proposito? I comunicati stampa dell’American Academy of Pediatrics (qui potete leggerne uno), che si concludono con un boiler plate breve e privo di termini specialistici.

Non si può parlare di qualità nel lavoro di ufficio stampa 2.0 senza chiamare in causa obiettivi strategici che devono essere perseguiti curando ogni fase del rapporto con i media, il che significa non dimenticare i singoli aspetti strutturali del comunicato, cominciando dall’headline e finendo con il boiler plate.


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Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.