Social media training per PMI: le conseguenze di una mancata preparazione

social media training

Quando si parla di social media training per PMI si inquadra sempre un processo di allenamento, che deve partire dalla comprensione degli obiettivi e arrivare alla piena padronanza dei canali scelti per potenziare il proprio personal branding online.

Nell’ambito del social media training per PMI, è possibile individuare alcuni particolari in grado di portare alla luce una mancata preparazione, e rendere inefficace qualsiasi processo strategico.

Il social media training è un processo strutturato e trascurarne i dettagli significa mettere in secondo piano la qualità dell’interazione con l’utenza. Per evitare tutto questo, può essere utile passare in rassegna alcune conseguenze che possono derivare da una mancata preparazione in merito.

I social? Non sono canali di vendita

Considerare le piattaforme di networking dei canali di vendita è una delle conseguenze più evidenti di una scarsa attenzione al social media training per PMI. Sono tante le realtà aziendali che, ragionando in ottica 1.0, mettono sì a punto un piano strutturato per la presenza sui social, ma focalizzano le energie unicamente sulla divulgazione di offerte.

Questa impostazione è quanto di più lontano possa esserci dal concetto di comunicazione efficace sui social, soprattutto per quanto riguarda le PMI. Un processo di social media training basato sulla qualità e sulla completezza non deve dimenticare che le piattaforme di networking non sono canali di vendita, ma luoghi dove costruire una relazione con l’utenza attraverso un’attenzione costante alla content curation. La vendita dei propri servizi o prodotti costituisce il risultato finale di questo percorso, ed è chiaramente uno dei segnali più importanti di un lavoro ben eseguito.

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Scarso controllo dei contenuti

La content curation è fondamentale in un processo di social media training per PMI improntato all’efficacia. Questo significa sia scegliere contenuti in grado di attirare l’attenzione dell’utente e di dare spazio allo storytelling, sia controllare la loro provenienza, verificando che non siano coperti da copyright o che siano perfettamente in linea con il messaggio che si ha intenzione di veicolare.

Un riferimento utile per capire quanto la mancanza di controllo dei contenuti postati sui social possa essere dannosa per il personal branding di un’azienda risale ai primi mesi del 2013, quando, sulla pagina Facebook dell’aeroporto londinese di Luton, è comparso un post con la foto di un incidente aereo con perdite umane, avente l’obiettivo di tranquillizzare i passeggeri sulla sicurezza anche in caso di neve. .

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Le risposte automatiche

Impostare le risposte automatiche  è un altro segnale di poca attenzione al social media training. Il customer care è alla base di una relazione di qualità tra brand e utenza, e le risposte standardizzate, alle quali fanno purtroppo ricorso ancora tante realtà (American Airlines è uno dei nomi più famosi in questo elenco), possono inficiare in maniera anche irreversibile l’immagine di un’azienda.

Cosa è il social media training per PMI? Allenamento, strategia e formazione costante; tutti aspetti molto lontani dall’improvvisazione che, quando è presente, viene subito tradita da segnali inconfondibili, come quelli che abbiamo appena osservato assieme.


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Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.