Public speaking: piccolo viaggio tra i gesti made in Italy

public speakingSi sa perfettamente quanto sia grande la nostra capacità di distinguerci a livello internazionale, anche per quanto riguarda il public speaking e le modalità di interazione. Lo ha ricordato ieri un articolo del New York Times che ha fatto il giro del mondo, e che parla dell’universo della gestualità tipicamente italiana. Anche noi abbiamo avuto modo di accennare a questo argomento, introducendo in maniera generale quello che è il ruolo dell’utilizzo delle mani durante una situazione di contatto diretto con il pubblico.

Nell’articolo del NYT si parla di diversi gesti, che tutti noi siamo abituati a vedere ogni giorno, forse così tante volte da non farci quasi più caso. Analizzarne la natura specifica può essere invece molto importante, soprattutto quando esiste la necessità di mettere a punto una strategia di public speaking che sia completa, e che passi anche dall’attenzione nei confronti di un aspetto che troppe volte viene trascurato, oppure osservato in maniera poco equilibrata, ponendo l’accento soltando sull’eventuale ridondanza della gestualità.

Prenderemo spunto da alcuni casi, alcuni dei quali sono riportati nelle immagini corredate all’articolo, e cercheremo di entrare nel vivo di parte dell’universo della gestualità “made in Italy”.

  • Le mani aperte: il pezzo del NYT ci fornisce un interessante esempio di gestualità accentuata in un contesto di public speaking, ossia quello di una conferenza stampa di Nicola Cosentino. Si può vedere come l’ex deputato del Pdl tenga le mani aperte davanti ai giornalisti, mettendo in scena quello che è un approccio molto significativo dal punto di vista della forza comunicativa del gesto.

Aprire le mani significa far passare all’interlocutore un messaggio di distensione, cercando di incontrare la sua sfera percettiva in un orizzonte il più possibile rilassato. Se non viene impiegato in contesti di forte tensione, questo gesto può rappresentare una scelta molto performante, dal momento che riesce a trasmettere l’idea dei accoglienza, e di possibilità di un terreno di incontro.

Nel caso specifico di Cosentino, figura al centro di un non facile percorso giudiziario e politico, il gesto può essere invece interpretato in maniera ambigua, proprio in luce della difficoltà della situazione. Si tratta comunque di una scelta molto classica ma non per questo inefficace, che deve essere però calibrata in maniera ponderata, interpretando il sentimento del pubblico attraverso l’osservazione della mimica facciale e degli sguardi.

  • Anche la puntualizzazione ha i suoi gesti: nell’articolo compare anche un riferimento a Nichi Vendola, fotografato mente puntualizza una risposta data a dei giornalisti con le dita della mano chiuse. Che significato può avere questa scelta in un momento di public speaking?

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Si tratta di un approccio molto potente, che definisce, attraverso la meccanicità del gesto, il messaggio della fissità dell’idea, che vede nella chiusura dello spazio una mancanza di incertezze e tentennamenti.

Un caso molto particolare di utilizzo specifico della gestualità durante il public speaking è invece quello di Mario Monti, molto avaro dal punto di vista delle esternazioni fisiche.

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In diverse situazioni è stato possibile notare come il Professore abbia accompagnato i suoi discorsi con gesti basati tantissimo sull’apertura più o meno ampia della mano.

Si tratta di una focalizzazione molto efficace di un messaggio di sicurezza. La mano completamente aperta, magari posta davanti all’altra nella medesima posizione per comunicare il procedere di una situazione, comunica una fiducia forte nei confronti del contesto presentato, oltre che un forte livello di autostima, e la conseguente mancanza di un bisogno di difendersi.

Utilizzare troppo la gestualità in un momento di public speaking può essere effettivamente poco vantaggioso, ma calibrando bene il tutto è possibile comunicare in maniera molto puntuale, e noi perciò non possiamo non essere fieri della grande forza e dell’altrettanto importante storia dei gesti made in Italy.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.