Public speaking: come gestire il linguaggio non verbale nell’incipit

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Come ben sa chiunque abbia dimestichezza con il public speaking di qualità, il linguaggio non verbale ricopre un ruolo nodale nella definizione dell’efficacia di un discorso.

Questo vale anche nell’incipit, fondamentale quando si parla di discorsi in grado di affascinare e convincere il pubblico, diventando di conseguenza case history tecnici meritevoli di un’analisi.

Gestire bene i primi momenti di un discorso è essenziale e l’attenzione tecnica all’incipit implica anche la cura del linguaggio non verbale. Quali sono i consigli pratici per non sbagliare? Oggi vi diamo qualche suggerimento in merito, presentandovi tre pillole di public speaking utili a chi vuole iniziare con il piede giusto ogni volta che deve parlare in pubblico.

Punta alla neutralità

La ricerca della neutralità è un consiglio tecnico molto importante quando si parla di gestione del linguaggio non verbale all’inizio di un discorso in cui non risulta necessario sottolineare la propria posizione di leadership. Mantenere le braccia rilassate lungo il corpo può rappresentare una valida impostazione per avviare un discorso avendo maggiori probabilità di catturare l’attenzione sul contenuto.

Optare per questa scelta tecnica non significa rinunciare a comunicare, ma puntare su un atteggiamento naturale che può rivelarsi decisivo nella costruzione di un rapporto positivo con la platea. Un esempio utile per capire quanto abbiamo appena ricordato si può riscontare analizzando questo discorso di Amy Lockwood – una delle più importanti figure professionali nel panorama non profit USA – e in particolare la già ricordata postura della parte alta del corpo.

Non dimenticare la coerenza tra verbale e non verbale

Parlare di public speaking efficace significa ricordare la centralità della coerenza tra verbale e non verbale, basilare soprattutto nei primi secondi di un discorso.

Allineare fin da subito le scelte tecniche relative al linguaggio del corpo con i contenuti verbali significa avere maggiori probabilità di risultare credibili e convincenti. Un esempio utile in merito? L’equilibrio tra livello verbale e gestione del contatto visivo mostrato da Barack Obama nell’incipit del discorso sullo stato dell’Unione nel 2012.

Attenzione al podio

Quando l’occasione di public speaking prevede il fatto di parlare da dietro un podio è bene fare attenzione fin da subito al rapporto tra il succitato elemento e la gestione del linguaggio del corpo.

Un suggerimento fondamentale al proposito consiste nell’evitare di considerare il podio come un supporto o un accessorio scenico. Questo vuol dire che è consigliabile evitare di avvicinarvisi troppo, palesando così un alto livello di autorevolezza e di confidenza con la situazione generale (dal già ricordato discorso di Barack Obama arriva una lezione molto utile in merito, interessante anche per la gestione puntuale del contatto fisico con il podio).

Chi ben comincia è a metà dell’opera soprattutto nel campo del public speaking efficace, un ambito che non può non essere contraddistinto da un’attenzione tecnica approfondita dedicata al linguaggio non verbale fin dai primi momenti di ogni discorso.


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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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