Come cambia il public speaking dopo il discorso di Obama alla cena dei corrispondenti

Parlando di Public Speaking non possiamo non analizzare il discorso di Obama per la conclusione del suo percorso alla Casa Bianca.

public speaking discorso di obama

Barack Obama ha chiuso il suo percorso alla Casa Bianca con un discorso che riassume molti dei punti essenziali per interagire in maniera funzionale con l’uditorio.

Il suo approccio ha cambiato in poco tempo la storia del public speaking e analizzare il discorso tenuto nel corso della cena dei corrispondenti alla Casa Bianca lo scorso 30 aprile può essere utile per capire ancora meglio la portata del suo stile.

Dall’esempio di Obama c’è sempre da imparare per quanto riguarda il public speaking di valore e oggi vediamo fino a che punto grazie a qualche pillola tecnica che ci aiuta ad approfondire.

Cura del linguaggio del corpo fin dall’incipit

La cura del linguaggio non verbale deve far parte di qualsiasi performance di public speaking orientata alla chiarezza e alla qualità. Nel caso di Obama è possibile vedere un’ottima gestione di tale aspetto, grazie alla scelta di mettere in campo fin dall’inizio un gesto di grande impatto come quello di allacciarsi il polsino, segno di un’assertività che rimarrà sempre in primo piano nella sua immagine (guarda il video sottostante 8:03).

Ironia e pause, un binomio inseparabile

Il discorso tenuto da Obama nel corso dell’ultima cena dei corrispondenti alla Casa Bianca si contraddistingue per un sapiente ricorso all’ironia, che caratterizza praticamente tutta la performance.

Per riuscire a mettere in campo un approccio strategico di questa natura senza risultare poco interessanti per il pubblico è fondamentale lavorare bene non solo sui contenuti in generale ma anche su dettagli come le pause, essenziali per tenere alta l’attenzione del pubblico, ponendo l’accento su quel senso di attesa nodale quando si discute del rapporto tra ironia e public speaking (per un esempio specifico in merito guarda il video da 9:10 a 9:20).

Conclusione con sorpresa

Iniziare bene un discorso è importante, ma lo è altrettanto concluderlo in maniera efficace, facendo in modo di toccare le corde emotive della platea e di aiutare così a ricordare meglio la performance in sé o qualche contenuto specifico.

Nel caso di Obama e del discorso durante la cena dei cronisti alla Casa Bianca è possibile vedere un’eccellente concretizzazione di questo aspetto nel gesto del “mic drop”, un finale con sorpresa che rende ancora più incisiva l’occasione di public speaking.

Sono passati più di 8 anni dal discorso che, durante le primarie in New Hampshire nel 2008, ha portato alla ribalta mondiale il public speaking di Obama e lo slogan Yes, We Can.

Da allora sono chiaramente cambiate molte cose, ma è rimasto fermo il valore dell’esempio dell’attuale Presidente USA quando si discute di trucchi tecnici per parlare in pubblico in maniera incisiva e trasformare i momenti di public speaking in case history utili.


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Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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