Public Speaking: l’esempio di Gesù di Nazareth

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Quando si discute di public speaking efficace non si può non guardare agli esempi storici, alle performance di chi, magari in pochi minuti, ha lasciato un segno irreversibile in ambito politico o aziendale.

Se osserviamo i fondamenti del nostro sistema culturale possiamo dire che tra le pagine della Bibbia si trovi una delle migliori lezioni di public speaking della storia: l’esempio tecnico di Gesù di Nazareth.

Tra i versetti evangelici ci sono degli ottimi riferimenti di public speaking, che possono servire da esempio per chi incontra difficoltà nell’affrontare il palco e nel costruire un rapporto di qualità con la platea. Oggi vogliamo vederne alcuni assieme a voi, soffermandoci su particolari basilari per chi ha intenzione di parlare in pubblico in maniera incisiva.

La forza delle metafore

Chi possiede confidenza tecnica con il public speaking ricorre continuamente alle metafore, essenziali per far sì che il discorso possa risultare convincente. Quante volte ci si sofferma a pensare all’importanza delle parabole evangeliche nella fortuna che la metafora ha avuto come figura retorica utile a chi parla in pubblico? Si tratta di validi esempi di accostamento tra descrizione di situazioni quotidiane e concetti di natura morale.

Il public speaking di Gesù di Nazareth ha reso la metafora parte integrante di processi di storytelling, dando corpo a due aspetti nodali per chi deve parlare in pubblico e orientare il proprio discorso verso un livello di efficacia definitivo.

L’elemento sorpresa

Sorprendere la platea è fondamentale se si punta al public speaking efficace. La mente del pubblico non è una tabula rasa pronta a ricevere contenuti in maniera passiva: l’uditorio deve essere affascinato, convinto, guidato gradualmente verso la consapevolezza di avere davanti una persona con un’idea politica valida o con un prodotto perfetto da acquistare (tutto questo è una sfida durante la quale si possono incontrare delle difficoltà).

L’aspetto didattico e il tono promozionale da soli non bastano per parlare in pubblico e avere successo. Dall’esempio di Gesù di Nazareth si possono ricavare diversi riferimenti al proposito. Uno su tutti è il passo del Discorso della Montagna che recita “Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli“. Questa frase rappresenta un contenuto fondativo del messaggio evangelico e una frase di rottura che esce dal codice di pensiero dell’uditorio, riuscendo a creare un effetto sorpresa che non ha eguali nella storia del public speaking.

La credibilità, ingrediente imprescindibile per convincere

Una delle caratteristiche tecniche migliori del public speaking di Gesù di Nazareth è la credibilità: i contenuti possono essere direttamente collegati a chiari esempi di comportamento, una sinergia essenziale per conquistare la fiducia.

Risulta ovviamente impossibile ricalcare con assoluta precisione tale esempio, ma si possono comunque desumere dei consigli pratici utili. Quali per esempio? Basta anche solo non dimenticare la rilevanza dell’enfasi e della passione durante l’esposizione. Parlare in pubblico senza tralasciare questi aspetti significa essere credibili e avere molte più garanzie di successo rispetto a chi non palesa nessun coinvolgimento emotivo.

Il public speaking efficace è prima di qualsiasi altra cosa tecnica e allenamento: per migliorare si può imparare da molti riferimenti, alcuni dei quali ci portano decisamente indietro nel tempo!


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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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