4 consigli di public speaking per affrontare le domande della platea

Public speaking: come rispondere alla domande della platea | by Nicola Bonaccini  per Mistermedia - Eidos Communication
Vincere la paura di parlare in pubblico significa anche vincere la paura d’interagire con la platea. Il public speaking ti aiuta a superare entrambe.

Avere paura di affrontare un’occasione di public speaking significa in molti casi focalizzare i propri timori sul momento delle domande da parte della platea.

Parlare in pubblico e risultare convincenti implica anche una gestione puntuale di queste situazioni, fondamentali per definire la qualità di una performance di public speaking, rendendola effettivamente utile per l’uditorio.

Essere dei buoni oratori vuol dire non solo presentare al pubblico dei contenuti di qualità, ma anche spunti validi a livello pratico. Per concretizzare questa sinergia è essenziale essere in grado di affrontare perfettamente le sessioni di domande da parte di chi ascolta. Ecco per voi qualche rapido consiglio di public speaking per riuscirci al meglio.

Preparati!

Suggerimento classico ma sempre importante quello che riguarda la preparazione costante, fondamentale nel public speaking soprattutto quando si parla di domande da parte dell’uditorio.

Durante le sessioni di ripetizione del discorso può essere vantaggioso trascrivere tutte le possibili opzioni, esercitandosi eventualmente a rispondere anche a domande già trattate in discorsi tenuti in passato su un determinato argomento.

Non dimenticarti di ringraziare

Il public speaking efficace non può prescindere da una connessione emozionale tra l’oratore e il suo pubblico. Si tratta di un aspetto determinante per risultare convincenti e anche il momento delle domande da parte della platea deve essere trattato tenendo conto dell’importanza di tutto ciò.

Questo significa che può risultare utile ringraziare chi tra il pubblico pone una domanda, dimostrando così rispetto nei confronti del tempo dedicato all’ascolto e focalizzando l’attenzione dell’intera platea sulla situazione, così da aumentare la chiarezza dei concetti presentati.

Tieni gli occhi aperti sul non verbale

La corretta gestione del linguaggio non verbale è basilare per il public speaking di qualità. Parlare in pubblico con obiettivi di efficacia significa essere consapevoli di quanto il linguaggio del corpo influenzi l’intera performance, compreso il momento delle domande da parte della platea.

Indispensabile è osservare i segnali non verbali (sguardo, postura ecc.) di chi pone una domanda e riceve una risposta, senza dare nulla per scontato in merito alla chiarezza di quanto esposto.

Rispondi a tutto il pubblico

Ogni singola domanda è utile all’intero uditorio e la risposta non deve essere fornita nel corso di un dialogo a due, ma parlando a tutta la platea e magari invitando il pubblico a porre ulteriori interrogativi e ad esternare i propri dubbi.

Mettere in pratica quanto appena specificato è importante in quanto il public speaking non deve dimenticare il valore dell’engagement, essenziale affinché il pubblico esca dalla sala con la consapevolezza di aver acquisito conoscenze utili.

Saper gestire in maniera adeguata le domande da parte della platea è nodale se si ha intenzione di parlare in pubblico e avere successo, dando corpo a un’occasione di public speaking in grado di rimanere impressa nella memoria dell’uditorio per la completezza dei contenuti esposti.


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Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.