Come stabilire una connessione emotiva con la platea

Gli oratori di valore sanno che il public speaking è prima di qualsiasi altra cosa un momento di connessione emotiva con la platea.

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Solo agendo in questo modo è infatti possibile farsi ricordare dal pubblico e rendere il proprio discorso un esempio tecnico di valore sul lungo termine. Il public speaking, se si punta alla persuasione, non deve mettere mai in secondo piano l’aspetto dell’emozione, fondamentale sia per rimanere impressi nella memoria di chi ascolta, sia per convincere a compiere una determinata azione.

Cercare una connessione emotiva con il pubblico è basilare quando si discute di public speaking di valore e oggi vi diamo qualche consiglio pratico al proposito.

Il potere dello storytelling

La narrazione è una forma di comunicazione universale, che può essere utilizzata in tante situazione per aiutare la comprensione di contenuti anche tecnici. Grazie al personal storytelling è possibile creare una connessione emotiva con l’uditorio e un esempio molto utile al proposito riguarda il discorso a cui è dedicato il video sottostante.

Lo speech in questione, tenuto dall’ingegnere Hugh Herr sul palco di TED, è contraddistinto da uno spazio importante dato all’emozione e legato alla storia personale dell’oratore che, parlando del suo caso clinico, permette di definire in maniera più semplice la portata innovativa tecnica delle protesi che indossa.

Il linguaggio paraverbale

Il discorso davvero efficace è quello che, oltre a trasmettere nozioni tecniche, riesce anche ad emozionare. Per ottenere un risultato di questa natura è però fondamentale seguire alcuni consigli di public speaking, ricordando per esempio l’importanza di non trascurare il paraverbale, gestendo il tono della voce sulla base delle reazioni del pubblico.

Per un recente esempio utile in merito è possibile analizzare il discorso tenuto da Hillary Clinton in occasione della vittoria alle primarie in North Carolina, un’occasione di public speaking contraddistinta dal ricorso a un tono di voce alto nei primi momenti di permanenza sul palco e di rottura del ghiaccio con la folla impegnata ad applaudire.

La cura delle pause

La valenza emozionale di un discorso è questione anche di attenzione a dettagli come le pause, che possono fare la differenza per quanto riguarda la creazione di un’attesa basilare per il coinvolgimento emotivo dell’utenza.

Scegliere questo approccio strategico fin dall’inizio del discorso può rivelarsi un’impostazione vincente, utile a mettere in risalto particolari come la mimica facciale, altro tassello nodale per dare corpo a una connessione emotiva forte tra oratore e pubblico.

Per dimostrare la validità di questo approccio è possibile guardare i primi minuti del discorso tenuto da Obama lo scorso mese di gennaio e dedicato alle novità normative sul controllo delle armi (guarda il video sottostante).

Non tutta la forza di un discorso passa da aspetti tecnici e razionali. Se non si è in grado di incontrare le corde emozionali dell’uditorio è infatti difficile raggiungere l’obiettivo di un’occasione di public speaking e riuscire a trasmettere in maniera chiara e credibile il proprio messaggio chiave, qualunque esso sia.


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Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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