Come la pubblica amministrazione può aumentare l’engagement sui social

pubblica amministrazione

I vantaggi della pubblica amministrazione 2.0 sono numerosi e vanno dalla possibilità di snellire alcuni processi burocratici fino alla facilità nel reperire notizie utili su una determinata realtà locale.

Per dare corpo a tutto questo è fondamentale lavorare puntando all’engagement: la pubblica amministrazione 2.0 deve considerare i social come spazi da presidiare senza dimenticare l’importanza del ruolo attivo degli utenti che, anche solo con una condivisione accompagnata da un commento, diventano loro stessi produttori di contenuti.

Su quali linee strategiche deve muoversi un ente della pubblica amministrazione per implementare l’engagement sulle pagine e sugli account social? Oggi vogliamo rispondere a questa domanda fornendovi tre semplici pillole sull’argomento.

Contenuti visuali? Meglio se partecipativi

I contenuti visuali ricoprono un ruolo nodale quando si parla di engagement social. Nell’ambito della pubblica amministrazione 2.0 è ancora più importante tener presente questo aspetto e il valore della comunicazione partecipativa, determinante per aumentare la fiducia degli utenti e per tenere viva l’attenzione su tematiche di pubblico interesse.

Un esempio efficace per capire quanto appena ricordato possiamo trovarlo ricordando il progetto #MyRimini, un’iniziativa comunale che nell’agosto 2014 ha visto i cittadini invitati postare su Instagram con l’hashtag ufficiale immagini della città romagnola, contenuti la cui successiva divulgazione su Facebook ha generato un vero e proprio dialogo, con commenti contraddistinti dall’esternazione di opinioni e proposte per possibili cambiamenti.

Cura il piano editoriale e includi ‘appuntamenti’ periodici fissi

La qualità del piano editoriale è un punto sostanziale quando si parla di pubblica amministrazione 2.0 e d’impegno tecnico per rendere ogni piattaforma social presidiata uno spazio utile al cittadino.

Un consiglio per perfezionare questo processo e per aumentare l’engagement è quello d’includere ‘appuntamenti’ periodici fissi, post in grado di diventare un punto di riferimento a lungo termine per gli utenti. Un esempio utile al proposito? La rassegna degli eventi del weekend postata ogni venerdì sulla pagina Facebook ufficiale del Comune di Milano.

Non trascurare il retweet

Aumentare l’engagement social sulla pagina di un ente della pubblica amministrazione significa anche non dimenticare l’importanza del retweet, essenziale per fornire agli utenti il maggior numero possibile di contenuti utili.

Nel caso della pubblica amministrazione 2.0 e dell’ottimizzazione dell’engagement il retweet è importante in quanto contribuisce a rendere il profilo un luogo autorevole, dove il cittadino può informarsi in maniera completa su un evento o su una novità in campo normativo.

La pubblica amministrazione che si apre ai social non può prescindere dall’attenzione all’engagement, essenziale perché le piattaforme di networking non siano solo contesti di presidio e ascolto, ma anche spazi di dialogo tra cittadino e PA. I social hanno cancellato numerose barriere tra enti della pubblica amministrazione e target finale: solo tenendo presente l’importanza di coinvolgere costantemente l’utenza è possibile sfruttare tutti i vantaggi del web 2.0, concretizzando un processo di comunicazione dinamico e sempre aperto alle innovazioni tecniche.


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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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