Public Speaking: tre trucchi per una citazione perfetta

media training citazioniIl public speaking di qualità deve anche porre attenzione alla qualità delle citazioni nelle diverse occasioni di esposizione mediatica. La citazione è un elemento fondamentale in comunicazione politica, in quanto arricchisce una trattazione e permette all’utente di avere una visione più ampia non solo di un programma, ma anche del punto di vista personale di chi ne rappresenta i contenuti.

Una citazione messa in campo nel momento e nel modo sbagliato può rovinare un percorso di personal branding e rendere inefficace un’intera strategia di comunicazione politica. Le regole di public speaking possono venire incontro in diverse occasioni, con l’obiettivo di evitare epic fail in grado di rimanere impressi a lungo termine nell’orizzonte percettivo dell’utenza.

Ecco un piccolo vademecum di buone pratiche per una citazione perfetta e nelle prossime righe ve lo presentiamo.

  • Se non sei sicuro, non citare: le citazioni rappresentano in molti casi un tocco di erudizione, che deve essere però sorretto da una sicurezza assoluta sul riferimento che si chiama in causa. Una citazione palesemente sbagliata – o peggio ancora palesemente inventata – è un errore di public speaking in grado di incidere a lungo termine sul personal branding di una figura politica. Se non sei sicuro al 100% non citare: una regola semplice e chiara che non è mai inopportuno ricordare, dal momento che la corsa allo sfoggio di cultura viene considerata in alcuni casi più importante dell’erogazione di un messaggio efficace.

Un esempio calzante per comprendere quanto abbiamo appena affermato è legato a Matteo Renzi, che durante il primo e fallimentare incontro in diretta streaming con Beppe Grillo (andato in scena nel mese di febbraio) ha citato Oscar Wilde stravolgendo palesemente una sua frase e rendendola simile a un aforisma di Voltaire. Non si è trattato del primo scivolone culturale del Premier, che in un intervento tenuto durante l’ultima edizione della Festa dell’Unità ha attribuito a Churchill una frase di De Gaulle.

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Questi errori risultano estremamente dannosi per il public speaking di qualità, soprattutto quando, come nel primo dei due casi analizzati, si affronta un avversario politico ed è ancora più importante chiamare in causa contenuti solidi e possibilmente inattaccabili.

  • La forza della pluralità temporale e tematica: come un link ipertestuale in un articolo online ha il compito di rendere l’argomentazione  più completa e ricca di spunti, così la citazione in un discorso politico deve guidare l’utenza verso una fruizione il più possibile efficace e solida dei contenuti. Ben vengano a questo proposito più citazioni in un medesimo discorso, anche legate ad ambiti temporali e tematici diversi.

Un esempio efficace per comprendere questo consiglio arriva dal discorso tenuto ieri a Palazzo Madama da Maria Elena Boschi, durante il quale la titolare del dicastero dei Rapporti con il Parlamento ha citato Amintore Fanfani e Fabrizio De Andrè, portando in evidenza un mix molto interessante dal punto di vista dell’efficacia del public speaking, che si è concretizzata in un’alta visibilità del momento su televisione e social.

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  • Cita, non sfidare: mettere una citazione al centro di un querelle con un avversario politico è una pratica da evitare per un processo di public speaking di qualità, soprattutto se questa chiama in causa un personaggio che ha avuto un ruolo considerato di esempio nel mondo istituzionale. Un approccio di questa natura è in grado di togliere qualsiasi efficacia al riferimento e di far passare un’idea di contestazione reciproca priva di qualsiasi finalità.

Leggendo le righe precedenti vi è quasi sicuramente venuta in mente la discussione a distanza tra Grillo e Renzi durante la campagna per le Elezioni Europee, incentrata anche su un acceso confronto riguardante le citazioni di Enrico Berlinguer. Questa contesa ha rappresentato un passo falso di public speaking non indifferente, in quanto non ha portato nessun contenuto utile all’attenzione dell’utenza e ha messo in evidenza una ricerca quasi esasperata del paragone con una figura con la quale il confronto è a dir poco difficile.

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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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