3 consigli di media training per affrontare una situazione ostile

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Non sempre le interviste si svolgono in circostanze favorevoli a un determinato brand e chi si occupa di media training ne è consapevole. La preparazione tecnica serve anche e soprattutto a destreggiarsi nelle contingenze più difficoltose quando, sia a causa di una crisi in corso sia per via della linea editoriale di un programma o di una testata, ci si trova a rilasciare un’intervista in un contesto potenzialmente sfavorevole all’immagine.

Un buon percorso di media training deve porre attenzione anche a queste situazioni, in modo da fornire alla figura aziendale o politica che rilascia l’intervista tutti gli strumenti utili a evitare fail difficili da risolvere e in grado di ripercuotersi negativamente a lungo termine sulla reputazione.

Oggi vogliamo darvi qualche consiglio al proposito, presentandovi tre pillole pratiche di media training dedicate a chi vuole mettere da parte l’impreparazione anche nelle circostanze più critiche che, se affrontate con i giusti accorgimenti tecnici, possono essere volte a proprio favore.

Individua un messaggio chiave e ripetilo strategicamente

Le situazioni ostili devono essere trattate mettendo in primo piano la ricerca di una chiarezza che non dia spazio a fraintendimenti da parte del giornalista. Per questo motivo può essere molto utile strutturare i contenuti dell’intervista partendo da un messaggio chiave da ripetere in maniera strategica e naturale nelle risposte.

Alla luce di quanto appena affermato, un valido consiglio di media training riguarda il fatto di ‘allenarsi’ iniziando a scrivere le risposte, in modo da fissare meglio nella memoria il messaggio chiave da gestire nel corso dell’intervista.

Trasparenza prima di tutto!

Il “No Comment” e le repliche consapevolmente non corrette a domande a cui non si riesce a rispondere sono degli errori di media training di estrema gravità, soprattutto quando ci si trova in un contesto ostile dove ogni svista viene amplificata.

Per questo motivo è fondamentale mettere in primo piano la trasparenza, evitando di eludere risposte a domande scomode – esistono dei trucchi strategici specifici per questi momenti – e di mentire quando non si è in grado di replicare per mancanza di conoscenze tecniche (come insegna il case history di Ben Affleck, le informazioni possono venire a galla quando meno ce lo si aspetta e dare corpo a situazioni ancora più difficoltose da gestire).

Non trascurare il linguaggio del corpo

Quando si prepara un’intervista da rilasciare in una situazione mediatica potenzialmente ostile al brand che si rappresenta è fondamentale curare ogni dettaglio dell’interazione, facendo per esempio in modo di non trascurare il linguaggio del corpo.

La gestione corretta del rapporto con i media passa anche da questi aspetti, la cui importanza è nodale soprattutto quando si deve affrontare un contesto di base non favorevole a un determinato brand, contraddistinto magari dall’atteggiamento ostile dell’intervistatore.

Il media training è un dovere per qualunque figura politica o aziendale si trovi a interagire frequentemente con i giornalisti e, come abbiamo ricordato in questi punti, la sua rilevanza deve essere tenuta particolarmente presente nelle situazioni più difficili, quando è ancora più importante non farsi trovare impreparati.


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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.