Ecco come rovinare la qualità di un’intervista fin dalla prima domanda

Senza un percorso di media training alle spalle è impossibile affrontare in maniera adeguata un’intervista tv o qualsiasi dibattito televisivo.

La cura dell’interazione con i media è questione di attenzione alla propria reputazione e all’immagine dell’azienda che si rappresenta; ormai, grazie soprattutto ai social, un’intervista tv andata male può danneggiare in maniera anche grave l’immagine di chi risponde alle domande.

Per questo motivo è fondamentale scegliere un percorso di media training ed esercitarsi affinché le interviste puntino alla qualità fin dalla prima domanda. Per riuscirci è importante inquadrare alcuni errori che possono pregiudicare la buona riuscita di un’intervista fin da subito.

Toccarsi mento e capelli

Gli errori legati al linguaggio non verbale sono tra i più significativi quando si parla di interviste di bassa qualità. Esercitarsi con il media training significa essere consapevoli del fatto che, se non si presta la giusta attenzione fin da subito, possono compromettere gravemente la qualità di un’intervista tv.

Per precisare ulteriormente quanto appena specificato è bene ricordare l’importanza di evitare di toccare mento e capelli, dal momento che si tratta di segnali non verbali che palesare nervosismo e disagio nei confronti della situazione.

Per un esempio specifico possiamo chiamare in causa i primi minuti di un’intervista tv rilasciata dall’attrice Meg Ryan alla BBC – guarda il video sottostante a partire da 0:11 – che inizia con fail evidenti di linguaggio non verbale e continua con risposte poco chiare ed eccessivamente brevi.

Iniziare con un ‘Sì’ o un ‘No’

Iniziare al meglio un’intervista significa facilitare il buon esito dell’interazione generale. Solo con il media training è possibile puntare alla qualità, evitando per esempio di iniziare la risposta con un ‘Sì’ o un ‘No’. Per un esempio al proposito rimandiamo all’intervista rilasciata lo scorso luglio dall’attrice Cara Delevingne – ne abbiamo già parlato qui – che ha risposto alla prima domanda postale da due telegiornalisti con un secco e immediato ‘No’, che mette in secondo piano qualsiasi elasticità nell’approccio.

Rispondere alle provocazioni

L’esempio dell’intervista di Cara Delevingne può essere utilizzato per capire quanto rispondere alle provocazioni – in questo caso un errore nel nome dell’attrice compiuto dai telegiornalisti – rappresenti un errore di media training molto grave, capace di compromettere a lungo termine l’immagine di chi lo compie.

Per avere un’idea concreta di quanto appena affermato è possibile guardare il video sovrastante a partire da 0:31 e vedere l’attrice visibilmente irritata che ammette di non aver mai letto il romanzo da cui è tratto il film che sta promuovendo. Questo fail aiuta a capire quanto sia essenziale impostare le interviste sulla base di un determinato messaggio chiave, così da affrontare difficoltà tecniche come può essere appunto l’ostilità di un giornalista.

Il media training in un’intervista tv

Il media training è un dovere per chiunque ricopra un ruolo di rilievo a livello aziendale o politico, ma anche per i professionisti che promuovono determinati progetti. Come è chiaro da questi esempi è fondamentale concentrarsi su ogni dettaglio, perché un errore nella prima domanda può mettere a forte rischio la qualità dell’intera intervista tv.


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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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