Media training: quali risposte non dare in televisione

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Quando si mette a punto una strategia di media training prima della partecipazione a un programma televisivo è fondamentale prepararsi in maniera approfondita, inquadrando anche i tipi di risposta da non dare durante l’interazione.

Troppo spesso ci si trova davanti a un’improvvisazione da questo punto di vista, a una mancanza di metodo che è solo in grado di rovinare un percorso precedente magari positivo dal punto di vista tecnico e dei risultati raggiunti. Il media training di qualità non può prescindere da un’attenzione dettagliata ai diversi aspetti che costituiscono l’efficacia di un messaggio, e le risposte da fornire in televisione sono fondamentali a questo proposito.

Un percorso di media training completo è un dovere per chiunque abbia un ruolo di responsabilità a livello politico o aziendale: alla luce di questo punto – la cui importanza non ci stancheremo mai di ricordare – oggi concentriamo l’attenzione sui tipi di risposta che è meglio non dare in televisione.

  • No alle risposte a domande non fatte: media training di qualità e autointerviste sono due situazioni incompatibili tra loro. Soprattutto in televisione, un ambito in cui oltre alla gestione dei contenuti è in primo piano quella del linguaggio del corpo, è fondamentale evitare di rispondere a domande non poste dal conduttore, perché l’effetto finale è quello di una volontà di sviare la direzione dei contenuti per orientarla secondo i propri desideri, mettendo in secondo piano la chiarezza.

Un esempio per capire questo punto è ricavabile osservando alcuni momenti della puntata di Otto e Mezzo del 10 ottobre, che ha visto come principale ospite in studio Ignazio Marino. Come si vede dai primi momenti, il sindaco di Roma esordisce fornendo una risposta a una domanda non effettuata dal conduttore, e chiamando in causa un tema lontano dalla linea definita nella presentazione.

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  • No alle risposte generiche e poco mirate: le carenze in un percorso di media training vengono molto spesso esternate attraverso risposte generiche e poco mirate. Esordire prendendo l’argomento alla larga quando si risponde alle domande di un intervistatore non rappresenta una strategia vincente per prendere tempo, e non riesce in alcun modo a occultare la mancanza di una preparazione.

Per vedere un riferimento utile nella comprensione di questo punto possiamo osservare un’intervista rilasciata dall’ex governatrice dell’Alaska Sarah Palin nel 2008, che si è mostrata fin da subito molto evasiva e poco efficace nel rispondere a una domanda relativa alla politica estera dello Stato e in particolare ai rapporti con la Russia.

  • No alle risposte rifiutate: il “no comment” non paga mai, soprattutto in un’intervista televisiva. Le regole del media training vedono in questo aspetto un punto fondamentale sia per l’efficacia del messaggio, sia per il mantenimento di un livello di qualità base nel personal branding.

L’intervista televisiva, proprio per la sua già citata natura di contesto in cui sono messi in primo piano numerosi aspetti della gestione del rapporto con i media, non può in alcun modo essere caratterizzata da risposte rifiutate, come per esempio è accaduto durante quella rilasciata da Hollande in occasione dell’ultima festa del 14 luglio, approccio che lo ha visto declinare qualsiasi replica relativa alla vita privata. Una risposta non fornita è un vero e proprio killer del media training di qualità, un passo in grado d’inficiare un intero percorso professionale o politico e d’innescare situazioni di comunicazione di crisi.

Il media training strategico legato alle apparizioni in televisione deve tenere conto di diversi aspetti, e la preparazione delle risposte è senza dubbio il cuore di questo percorso, che deve partire tenendo conto di quelli che sono i passi da evitare.

 

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Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.