Media training: quale salotto scegliere?

media trainingIl media training politico connesso con la gestione delle apparizioni televisive deve tenere conto di diversi elementi, tra i quali la scelta del palcoscenico catodico per far parlare una specifica figura istituzionale.

Aprire il capitolo del rapporto tra media training politico e mondo televisivo significa addentrarsi in un terreno estremamente complesso dal punto di vista delle caratteristiche strategiche, ma anche altrettanto affascinante.

Se si decide di interagire con l’utenza attraverso il mezzo televisivo, quale è il miglior contesto da scegliere? Ovviamente la risposta è diversa a seconda del percorso di una figura politica, della situazione che sta attraversando in una specifica contingenza, del sentimento dell’utenza nei suoi confronti.

La politica italiana ci offre tantissimi esempi in cui è possibile vedere all’opera un processo di media training in cui si sceglie tecnicamente il miglior palcoscenico televisivo dove portare una figura politica, e nelle prossime righe ne vedremo e analizzeremo alcuni assieme.

  • Il talk show e l’empatia: ieri abbiamo parlato della differenza tra la comunicazione politica di Bersani e quella di Guglielmo Epifani. L’attuale segretario del Pd ha scelto di partecipare a un talk show senza dubbio strutturalmente complesso come Porta a Porta, dove si intrecciano diversi ambiti del mondo mediatico, ed è molto facile confondere le specifiche aree di competenza.

Per un politico che deve consolidare la propria empatia nei confronti di un’utenza come quella attuale del Pd, palesemente alla ricerca di nuove linee di contenuto, si tratta di una mossa di media training non molto vantaggiosa, in quanto risulta molto difficile per l’utente distinguere in maniera immediata le caratteristiche della comunicazione politica della figura istituzionale che deve crearsi una brand image.

  • Dove affronto il nemico? Qual è la migliore arena televisiva per affrontare i propri avversari politici, e per affinare quelle armi mediatiche in grado di cambiare in maniera profonda la percezione dell’utenza nei confronti di un processo di comunicazione politica?

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In questo specifico caso, è possibile trarre numerosi spunti dalla strategia di media training di Silvio Berlusconi. Quasi un anno è passato dalla celeberrima puntata di Servizio Pubblico che ha visto l’ex premier discutere direttamente con Michele Santoro e Marco Travaglio e, indirettamente, rispondere a chi, ogni giorno, prende come punto di riferimento le affermazioni della stampa di sinistra riguardanti il suo caso.

Berlusconi non è però nuovo a questi momenti di “uno contro tutti”. Un episodio che ha fatto la storia della politica in tv è lo scontro con Lucia Annunziata durante la trasmissione “In Mezz’ora.

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Dal punto di vista del media training, affrontare un salotto televisivo ostile con un faccia a faccia unicamente con il conduttore/giornalista significa puntare chiaramente sulla spettacolarizzazione (abbiamo avuto già modo di approfondire questo tema).

Il rischio di questa impostazione è però di rimanere sempre legati alla sfera emozionale dell’ambito televisivo, e alla centralità dell’immagine rispetto ad altri tipi di contenuto (basta vedere la potenza mediatica del videomessaggio di Berlusconi, che ha oscurato l’effettiva presenza di un dibattito all’interno del Pdl).

Scegliere il salotto televisivo giusto è una parte fondamentale del processo di media training, che deve essere curata in maniera particolare, dal momento che, in un contesto di sinergia mediatica come quello che stiamo vivendo ormai da anni, la potenza catodica è in grado ancora di catalizzare l’attenzione in maniera unica, forte di un alto livello di autorevolezza e dell’unicità del momento di comunicazione politica visto come vero e proprio evento.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.