Media training politico: attenzione al fail televisivo

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La qualità di un percorso di media training politico si può notare grazie all’osservazione di numerosi aspetti, tra i quali possiamo ricordare il modo in cui una specifica figura gestisce la propria presenza in televisione, sia essa legata a un’intervista o alla partecipazione a un talk show.

Il web 2.0 con tutte le sue implicazioni tecniche è ormai parte della nostra vita quotidiana, ma la corretta gestione della presenza televisiva rimane un punto fermo in qualsiasi percorso di media training politico e un riferimento utile al mantenimento di un alto livello di personal branding.

Il target della comunicazione politica usufruisce dei contenuti attraverso numerose piattaforme, ma il medium televisivo rimane un punto di partenza fondamentale per farsi un’idea del valore di un processo di media training. Il fail televisivo può segnare in maniera indelebile una carriera politica, e oggi vogliamo darvi qualche consiglio utile a evitarlo, prendendo spunto da alcuni case history illustri.

Lo scontro da talk show

Lo scontro da talk show è uno dei principali fail in grado di rendere palese la mancanza di un percorso di media training politico. Gestire la propria presenza in televisione significa prima di tutto essere capaci di mantenere un equilibrio emotivo anche in situazioni difficili, argomentando con razionalità ed esponendo il proprio punto di vista senza lasciarsi dominare dall’ira.

Sono passati tanti anni dal diverbio fisico andato in scena nello studio di Porta a Porta tra Alessandra Mussolini e l’allora titolare del dicastero per le Pari Opportunità Katia Bellillo, ma l’episodio rimane un esempio di come litigare durante un talk show sia prima di tutto un segno di mancanza di cura del media training, oltre che un’impostazione utile solo a rovinare l’immagine a lungo termine.

La difesa senza razionalità

Un percorso di media training politico deve essere orientato anche alla costruzione di una difesa ragionata della propria posizione o di quella della formazione che si rappresenta. Il palcoscenico televisivo è il luogo maggiormente in grado di palesare le mancanze in tale ambito, esternate spesso attraverso argomentazioni impostate in maniera poco razionale, senza tenere conto dell’importanza dell’empatia con l’utenza, essenziale per un politico che parla in televisione.

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Per trovare un esempio di fail televisivo di questa natura possiamo fare riferimento alla gaffe dello scontrino mostrato da Pina Picierno durante una partecipazione a Ballarò, con l’obiettivo di sottolineare la possibilità di fare senza problemi la spesa per diversi giorni con gli 80€ del bonus governativo.

Difendere le posizioni e le decisioni della formazione politica che si rappresenta è utile, ma è bene ricordare che, universalizzare la propria esperienza personale senza tenere conto della varietà del target, non costituisce una scelta ottimale dal punto di vista della qualità del media training.

Fail televisivi… e non solo

Il fail televisivo è sempre in agguato, ed è molto pericoloso per il personal branding di chi non intraprende un percorso completo di media training politico. Risulta utile fare attenzione al processo di preparazione anche quando si affronta un’intervista radiofonica, altro contesto dove è fondamentale gestire con cura la propria presenza, evitando per esempio di farsi trovare impreparati su argomenti fondamentali per chiunque si muova in ambito politico, a prescindere dallo schieramento.

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Il fail della parlamentare M5S Roberta Lombardi, che durante un’intervista a Radio Radicale ha palesato una lacuna importante in merito all’articolo 84 della Costituzione e all’età minima del Presidente della Repubblica, dimostra chiaramente come un ripasso dei punti tecnici che possono essere toccati – come appunto l’elezione del Presidente della Repubblica nell’aprile 2013 – sia fondamentale per evitare ‘scivoloni’ in grado di rovinare l’immagine (abbiamo portato un esempio radiofonico, ma il consiglio vale anche per l’ambito televisivo!).

Le carenze tecniche riguardanti il media training politico hanno portato in luce questi e numerosi altri esempi di fail, momenti che dovrebbero essere presi come riferimento per capire l’importanza di una preparazione costante all’interazione con i diversi media.


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Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.