Media training politico: i tre killer del personal branding

media training

Il media training è un dovere per qualunque figura politica voglia mantenere un rapporto di qualità sia con gli elettori già fidelizzati, sia con quelli potenzialmente interessati a uno specifico programma.

Mettere in atto un percorso di media training completo significa curare il personal branding, lavorando sulla chiarezza dell’interazione con i media e, automaticamente, anche sul rapporto con il proprio target, interessato a contenuti utili e mirati.

Esistono specifici comportamenti da evitare in un percorso di media training che sia funzionale al personal branding. Oggi vogliamo aiutarvi a comprendere meglio questa sinergia, presentando e analizzando tre impostazioni che andrebbero eliminate da qualsiasi processo di media training politico.

Killer Del Media Training n. 1 : Le autointerviste

Le autointerviste rappresentano un errore da matita rossa in qualsiasi percorso di media training politico. Il personal branding non può che risultare danneggiato da una scelta di questa natura, che costituisce un segnale inequivocabile dell’incapacità di affrontare il contesto d’interazione e di portare in evidenza contenuti di qualità.

media training

Le autointerviste sono considerate una pratica tecnica assolutamente negativa per il media training politico e per il buon giornalismo (i casi non sono frequentissimi, ma purtroppo non mancano mai), e rappresentano un’impostazione in grado di rovinare non solo il personal branding di una singola figura politica, ma anche l’immagine di un’intera formazione.

Killer del Media Training n. 2: Il ‘no-comment’

Una risposta rifiutata costituisce un killer molto pericoloso per il media training politico di qualità, e rappresenta una scelta errata per qualsiasi figura attenta al proprio personal branding. Solo la preparazione è in grado di rappresentare un punto di riferimento valido per affrontare domande non facili, poste magari in contesti diversi da un salotto televisivo o dalla sicurezza del proprio studio personale.

media training

Di esempi utili per capire quanto una risposta rifiutata possa essere negativa per un percorso di media training politico se ne potrebbero fare davvero tanti: uno dei più recenti riguarda il Ministro della Pubblica Amministrazione Madia, finita al centro di non poche critiche per essersi rifiutata di rispondere ad alcuni giornalisti dopo un tavolo di Leopolda 5. Questo riferimento costituisce un esempio molto efficace per capire quanto il media training di qualità sia prima di tutto il risultato di un processo di preparazione costante, di un vero e proprio ‘allenamento’ che deve tenere conto della complessità dell’agenda della figura politica e delle aspettative del target di ogni interazione con i media.

Killer Del Media Training n. 3: Le dichiarazioni ‘a caldo’

La qualità del media training politico si basa anche sull’attenzione alle dichiarazioni ufficiali, che devono essere pertinenti e, soprattutto, non essere caratterizzate da contenuti non verificati. Le dichiarazioni ufficiali rilasciate a caldo, cavalcando l’onda dell’emotività e mettendo in primo piano la necessità di rendere noto a tutti i costi un fatto all’opinione pubblica rappresentano un’impostazione negativa per il media training politico, e una scelta capace d’intaccare nel profondo la qualità del personal branding.

media training

Le dichiarazioni ufficiali rilasciate da Alfano in seguito alla prima importante svolta del caso Gambirasio rappresentano un esempio efficace per capire l’importanza di quanto abbiamo appena ricordato, per inquadrare la poca utilità tecnica di uscite non pertinenti e soprattutto non sorrette da certezza assoluta in merito alla veridicità del contenuto.

Il media training politico è preparazione costante, e quindi anche attenzione a quelle pratiche che vanno oltre alla definizione di ‘errore’, e danneggiano i fondamenti strutturali della disciplina, oltre che il personal branding di chi le mette in atto.


Potrebbe interessarti anche:



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.