Media Training per le larghe intese

200318031-001In che modo il media training può essere utile in un contesto come quello dell’attuale governo? Il concetto di “esecutivo di larghe intese” è entrato da poco a far parte dell’immaginario collettivo. L’abitudine ci ha spesso portati ad approcciarci a situazioni in cui la dialettica politica si svolgeva tra poli che si muovevano verso direzioni opposte. Lo scenario di un governo di larghe intese presuppone il media training tra le prime operazione tecniche da effettuare per rendere il più possibile performante una strategia di approccio.

Cosa significa introdurre l’universo del media training in una formazione di governo caratterizzata dalla convivenza tra esponenti con diverse opinioni? In primo luogo vuol dire creare una situazione di equilibrio tra esigenze non sempre corrispondenti. La lente mediatica degli ultimi mesi è puntata su una situazione che, ogni giorno, offre tantissimi spunti di analisi del succitato equilibrio, che si muove su un terreno di grandissima delicatezza, dove ogni forma di interazione costituisce un punto di partenza per l’effettiva riuscita dell’obiettivo finale, ovvero quello di una comunicazione che sia di corollario alla sfera operativa.

Quali sono i più interessanti spunti inerenti l’applicazione del media training tra quelli che ogni giorno il governo Letta presenta al pubblico? Ce ne sono davvero tanti, e tra quelli che maggiormente attirano l’attenzione compare senza dubbio la questione dell’Imu.

Il dibattito riguardante questa tassa sta infiammando da tempo il confronto tra le varie formazioni politiche, ed è davvero interessante osservare come l’argomento del media training può entrare in questo tema.

  • La “bandiera che non può essere ammainata”: Angelino Alfano ha molto spesso parlato dell’Imu durante le interviste rilasciate nelle vesti di vice premier. La metafora riportata nelle righe precedenti rappresenta un caso molto interessante dal punto di vista dell’applicazione del media training, dal momento che è una chiara situazione di enfasi della differenza politica presente tra i membri dell’esecutivo.

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Utilizzare toni da campagna elettorale nel contesto di operatività di un esecutivo di larghe intese può essere una strategia alquanto spiazzante dal punto di vista dell’incontro con l’universo percettivo del pubblico, che può incontrare non poche difficoltà quando si tratta di individuare lo scarto tra comunicazione politica persuasiva e comunicazione politica orientata a un orizzonte produttivo.

  • Sottigliezze linguistiche: le caratteristiche dell’espressione quotidiana sono un fortissimo veicolo di messaggi persuasivi. Per rendere efficace la comunicazione di un governo come quello in carica è importante che le strategie di media training siano improntate, come già affermato, sulla ricerca di una conciliazione tra diverse istanze.

Il percorso per questo risultato passa anche da quelle che possono essere definite delle sottigliezze linguistiche, dei dettagli espressivi che, se ripetuti lungamente, possono cristallizzare una situazione. Tra questi c’è senza dubbio l’impiego continuo della prima persona plurale, una situazione che si collega alla forza comunicativa di quanto abbiamo ricordato nel punto precedente.

Questo espediente linguistico è uno dei più utili per continuare a tenere in tensione i toni del dibattito, in un contesto dove è opportuno convogliare tutte le energie dialettiche verso una strategia operativa. Il media training in un governo di larghe intese svolge un ruolo cruciale, che può aiutare a rendere ancora più incisivo il messaggio di un lavoro politico concreto e scevro da qualsiasi tipo di deriva retorica.



Autore: Irene Bertucci

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