Media training: consigli per parlare davanti a un microfono

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Intraprendere un percorso di media training implica anche dedicare attenzione a elementi che sono fondamentali durante le interazioni con i media, come per esempio i microfoni.

Chi non ha alle spalle un allenamento tecnico di qualità si trova spesso in difficoltà quando deve parlare davanti a un microfono, e commette errori in grado di danneggiare anche in maniera importante il personal branding individuale o aziendale.

Il media training è quindi necessario anche per gestire al meglio il rapporto con la strumentazione tecnica che è parte integrante di molti contesti televisivi e non solo. Ecco qualche rapido consiglio che è bene tenere a mente se non si vuole incorrere in fail poi difficili da rimuovere dalla memoria del proprio target di riferimento.

Testa la qualità dell’audio

In molti casi può capitare d’indossare un microfono a clip durante un’intervista o un’apparizione televisiva. In qualsiasi percorso di media training orientato a qualità ed efficacia si ricorda l’importanza di testare l’audio prima che inizi l’effettiva interazione con il conduttore. Cosa implica tutto questo? Prima di tutto l’attenzione al fatto che non vi sia strofinamento con vestiti o accessori (cosa che potrebbe inficiare la chiarezza del suono, rendendolo troppo ovattato), poi un test preliminare della qualità dell’audio e del volume, in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di criticità tecniche.

Non trascurare il paraverbale

Quando si parla a un microfono è essenziale ricordare che si tratta di uno strumento che amplifica la voce, e che non ne sostituisce affatto una gestione tecnicamente perfetta. Un processo di media training strutturato non può quindi prescindere da una cura dell’aspetto paraverbale, di tutte quelle variazioni di volume e di ritmo che proprio dalla presenza del microfono vengono enfatizzate, e che sono in grado di evitare che un discorso o la risposta alla domanda di un intervistatore risultino eccessivamente monotoni.

Il microfono? È sempre aperto!

Una regola d’oro da ricordare ogni volta che si discute di media training dedicato a chi non vuole sbagliare quando parla davanti a un microfono è questa: bisogna comportarsi immaginando che il succitato ausilio tecnico sia sempre acceso.

Sono purtroppo tanti i casi di fail a questo proposito, e anche quando si guardano veri e propri campioni di comunicazione efficace è possibile richiamare alla mente qualche esempio di poca attenzione. Uno molto famoso riguarda Barack Obama che, durante un summit sulla sicurezza nucleare andato in scena a Seul nel 2012, dimenticò di avere il microfono aperto durante una conversazione informale con l’ex Presidente della Federazione Russa Medvedev, rendendo così note al mondo frasi incentrate su aspetti di negoziazione internazionale (qui il video della celebre gaffe).

Parlare di media training significa chiamare in causa un percorso caratterizzato da una complessità tecnica a volte non indifferente, in cui nulla deve essere lasciato al caso, come dimostrano chiaramente questi consigli dedicati a chi vuole parlare davanti a un microfono senza incorrere in errori gravi, ai quali può essere molto arduo porre rimedio.

Tanti errori in un’unica situazione…


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Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
<p>Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.</p> <p>Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”</p> <p>Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.</p> <p>Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.</p> <p>Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel.<br /> Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.</p>
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