Media Training: Mai abbandonare un’intervista!

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Iniziare un percorso di media training per affrontare al meglio le interviste significa anche prendere in considerazione gli errori da evitare, come per esempio la scelta d’interrompere l’interazione prima che il giornalista ponga l’ultima domanda.

Solo grazie a un processo di media training approfondito è possibile padroneggiare gli accorgimenti utili alla gestione di diverse situazioni di contatto con i media, facendo in modo di non incorrere in fail capaci di mettere a repentaglio il personal branding o l’immagine di un gruppo aziendale.

I casi d’interviste interrotte all’improvviso da politici, manager aziendali o professionisti del mondo dello spettacolo sono purtroppo numerosi e nelle prossime righe siamo pronti a darvi qualche dritta di media training per evitare questo grave errore.

Impara a gestire i tempi e ricorri al bridging (senza esagerare)

Nei giorni scorsi ha fatto notizia l’intervista rilasciata dal candidato repubblicano Ben Carson alla CNN e interrotta anzitempo da un membro del suo staff per via del mancato rispetto dei tempi precedentemente stabiliti.

In casi come questo – che capitano frequentemente quando si parla d’interviste televisive – un buon percorso di media training può risultare utile almeno per acquisire confidenza con le tecniche di bridging – mettendo sempre in primo piano la moderazione – e per ‘guidare’ l’interazione verso la conclusione.

Preparati sulle domande più scomode

Un altro caso recente e simile vede al centro dell’attenzione l’attore Robert De Niro, che ha concluso bruscamente e prima della fine un’intervista dedicata alla promozione del suo ultimo film, questo in seguito a una domanda relativa alla vendita dell’edificio principale dove si svolge la manifestazione del Tribeca Film Festival, una rassegna cinematografica da lui stesso fondata dopo gli attentati al World Trade Center.

In circostanze di questa natura il consiglio di media training più valido è soprattutto uno: prepararsi, senza trascurare eventuali domande scomode.

Riformula mentalmente le domande

Riformulare mentalmente le domande che possono sembrare difficili o poco attinenti al contesto può rivelarsi un’impostazione vantaggiosa se si ha intenzione di rilasciare interviste di qualità e di non incorrere nel grave errore d’interrompere prima del tempo l’interazione.

Un esempio utile per capire quanto appena affermato possiamo trovarlo riguardando il caso dell’intervista all’attrice Cate Blanchett (ne abbiamo già parlato qui). L’intervista, dedicata alla promozione del film Cinderella, è stata interrotta prima del tempo dall’attrice stessa in seguito a una domanda ironica su un momento delle riprese della pellicola.

La scelta di riformulare mentalmente la domanda – considerandola per esempio come un invito a parlare delle principali sfide professionali affrontate durante le riprese – avrebbe potuto costituire un’alternativa utile per evitare un esito a dir poco sfavorevole per la reputazione della Blanchett, oltre che un gravissimo errore di media training.

La scelta di un percorso di media training è un dovere per chi ricopre un ruolo di rilievo in ambito politico o aziendale e ha la necessità di gestire interviste in diversi contesti, ottimizzando i contenuti ed evitando di manifestare impreparazione o poca capacità di gestire la propria emotività.


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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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