Come gestire al meglio il linguaggio del corpo nelle interviste tv

Parlare di media training di valore significa chiamare in causa tutti gli aspetti che contribuiscono alla qualità di un’intervista, quindi anche il linguaggio del corpo.

Non è possibile mettere in secondo piano i segnali non verbali che si inviano quando si interagisce con un giornalista, dal momento che ogni singolo dettaglio è in grado d’incidere il personal branding e di influire sull’efficacia del messaggio.

Quali sono i consigli di media training più utili per gestire al meglio il linguaggio del corpo durante un’intervista? Tra i tanti suggerimenti pratici possibili ne abbiamo selezionati tre, con l’obiettivo di rispondere a questa domanda nella maniera più completa possibile.

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Controllare i segnali di ansia

Affrontare un’intervista – così come un discorso pubblico – può provocare ansia e soggezione. Per ovviare a questo problema è prima di tutto necessario esercitarsi costantemente e non dimenticare di prepararsi su tutte le tipologie di domande, evitando di concentrarsi solo su quelle più critiche.

Il media training deve però fare attenzione anche al linguaggio del corpo e a quei segnali che possono denotare uno stato di ansia, come per esempio il fatto di sbattere ripetutamente le palpebre, come è stato fatto da Jeb Bush nei primi secondi dell’intervista visibile nel video sottostante e rilasciata a Fox News nell’ottobre 2015.

Controllare la velocità delle mani

Quando si rilascia un’intervista è fondamentale puntare all‘efficacia del messaggio chiave, che può essere ottimizzato anche grazie alla gestione puntuale del linguaggio del corpo. Per un consiglio di media training utile al proposito è possibile fare riferimento all’importanza di misurare la velocità dei gesti delle mani, onde evitare di distogliere l’attenzione dai contenuti verbali.

Per un esempio positivo al proposito è possibile visionare l’intervista rilasciata nel 2013 dall’attrice Naomi Watts – guarda il video sottostante – che mette in campo una gestione dei movimenti delle mani estremamente puntuale ed equilibrata dal punto di vista della velocità.

Non trascurare la direzione dello sguardo

Mantenere il contatto visivo con l’intervistatore è una delle regole di media training più importanti e, soprattutto, un atteggiamento che è in grado di evidenziare trasparenza e fiducia in se stessi.

Un consiglio tecnico da non trascurare consiste nel fare attenzione alla direzione dello sguardo anche nei momenti successivi alla risposta. Per capire quanto possa essere negativo mettere in secondo piano questo aspetto è possibile dare un’occhiata al video sottostante, un estratto di pochi minuti da un’intervista rilasciata da Hillary Clinton nel mese di gennaio nel corso di una puntata della striscia televisiva The Tonight Show.

Guardando il video a 2:59, è possibile vederla abbassare lo sguardo subito dopo una risposta relativa alla campagna di Donald Trump e mettere in campo una scelta di linguaggio non verbale poco coerente con il contenuto della risposta.

Il linguaggio del corpo nelle interviste tv

Rilasciare interviste di qualità è possibile se si dedica la giusta attenzione alla fase preparatoria, che comprende anche l’analisi di alcuni trucchi di linguaggio non verbale che possono cambiare radicalmente l’esito dell’interazione.


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Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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