Media training: le conseguenze di una mancata preparazione

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Parlare di media training di qualità significa, prima di ogni cosa, porre l’attenzione sul processo preparatorio che precede l’interazione con l’universo mediatico. Parlare di media training è utile per capire l’importanza e l’alto rischio di epic fail a cui si va incontro e le inevitabili conseguenze di una mancata preparazione.

Sono tante, purtroppo, le situazioni in cui l’assenza di un percorso di media training e di un iter preparatorio e preliminare ha portato una figura politica o aziendale al centro di critiche di respiro anche internazionale. Nelle prossime righe analizzeremo due casi in cui le conseguenze di una mancata preparazione sono state dannose per il personal branding, cercando di capire in che modo, con un giusto percorso di media training, si sarebbero potute evitare.

  • Il media training assente: un caso di carenza di media training, nel senso più letterale del termine, è quello di Carlo Tavecchio, che ha innescato una polemica di rilevanza internazionale con una frase razzista relativa al percorso dei calciatori extracomunitari nel campionato italiano.

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La gaffe del Presidente della Lega Nazionale Dilettanti avrebbe potuto essere evitata con un semplice percorso di media training e public speaking, incentrato sulla buona riuscita di un discorso avente come interlocutori anche media internazionali. Andare a braccio è senza dubbio possibile (l’approccio del Premier Matteo Renzi è una valida testimonianza a tal proposito), ma quando ci si muove in contesti aziendali, caratterizzati dalla sinergia tra diversi interessi, è opportuno mettere da parte questa impostazione e orientarsi unicamente sull’allenamento, in modo da evitare di bruciare un percorso di personal branding e di finire al centro di polemiche di ampia portata, difficili da far rientrare.

  • Mai dimenticare il controllo: un altro caso in cui è risultata palese la mancanza di un’attenzione al media training riguarda l’ormai storico fail dell’ex titolare del dicastero dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che ha come protagonista un comunicato stampa in cui si parla di un fantomatico tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso.

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Il contenuto del comunicato ha raggiunto in poche ore la viralità social, portando in evidenza un esempio di media training negativo per via di una più che chiara improvvisazione. Il comunicato stampa istituzionale è un medium caratterizzato da un alto livello di ufficialità, che deve essere sottoposto a un controllo approfondito prima della divulgazione.

Il comunicato stampa, proprio per la sua natura testuale, si distingue per una maggior possibilità di monitoraggio preliminare; questa fase non può mancare e non può assolutamente essere sostituita da una fiducia cieca nei confronti dei propri collaboratori.

Se un discorso poco felice dal punto di vista contenutistico può essere anche frutto di una circostanza emotivamente difficile (questo non sminuisce la gravità di certe performance), il comunicato stampa deve essere gestito mettendo in primo piano la razionalità e la consapevolezza della sua importanza anche a lungo termine nella definizione dell’immagine di un politico o di un uomo d’azienda.

I casi che abbiamo analizzato assieme possono effettivamente aiutare a capire l’essenza del media training efficace, che è prima di tutto preparazione approfondita e attenzione alla qualità dei contenuti divulgati, in quanto rappresentano un vero e proprio biglietto da visita per il personal branding di una figura aziendale o politica.

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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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