Impara a dosare l’ironia in un’intervista con il media training

media training

Intraprendere un percorso di media training vuol dire non trascurare nessuno degli aspetti in grado di definire la qualità di un’intervista, preparando accuratamente le risposte ma anche tenendo presenti le indicazioni relative al linguaggio non verbale.

Tutto questo implica un’ovvia attenzione a dettagli tecnici come il ricorso all’ironia che, se gestita male, può compromettere non solo l’esito della singola interazione, ma avere ripercussioni a lungo termine sulla reputazione di chi risponde alle domande.

Un processo di media training orientato alla qualità deve considerare questi particolari e fornire qualche linea guida per non sbagliare quando si ricorre all’ironia durante le interviste. Oggi vogliamo approfondire il tema con qualche rapido suggerimento per voi.

Domanda scomoda? Evita le divagazioni ironiche

Quando un intervistatore pone una domanda scomoda – alla quale risulta difficile rispondere per ragioni legali o per mancanza effettiva d’informazioni – è sbagliato non solo replicare con un secco ‘No Comment’ (una regola fondamentale del media training efficace), ma anche lasciarsi andare a divagazioni ironiche con l’obiettivo di spostare l’attenzione o di accattivarsi la simpatia del pubblico.

Un esempio efficace per capire quanto appena affermato è riscontrabile osservando lintervista che il CEO di Groupon ha rilasciato nel 2010 al programma televisivo Today Show, dando dimostrazione di una scarsa attenzione alla chiarezza dei contenuti attraverso un richiamo ironico alla sua storia e all’origine del suo nome in risposta a una domanda sull’interesse di Google all’acquisto dell’allora startup.

Attenzione al medium!

La scelta di mettere in campo riferimenti ironici durante un’intervista può rivelarsi azzardata se questa è destinata a un magazine, a un quotidiano, a un blog o a qualsiasi altro medium dove non vengono rese in maniera completa le caratteristiche del contesto.

Alla luce di quanto appena affermato, un consiglio di media training tanto semplice quanto utile consiste nell’evitare del tutto il ricorso all’ironia, così da eludere qualsiasi fraintendimento da parte del giornalista o i rischi connessi alla mancata specificazione del tono di un’affermazione.

Non dimenticare lo storytelling

I riferimenti ironici, se chiamati in causa in situazioni diverse da quella esplicitata nel primo punto, possono essere vantaggiosi nel corso di un’intervista radiofonica o televisiva. Fondamentale è però farne ricorso in maniera puntuale, non dimenticando l’efficacia dello storytelling aziendale o personale come veicolo di ottimizzazione dei messaggi chiave.

Quando si decide di optare per questa impostazione tecnica è opportuno studiare a fondo le caratteristiche del medium dove apparirà l’intervista così da massimizzare l’efficacia dei riferimenti, riuscendo di conseguenza a dare risalto a determinati punti grazie alla scelta di un linguaggio in linea con le aspettative del target finale.

Il media training è essenziale se non si vuole incorrere in fail durante le interviste, ma anche per padroneggiare quei trucchi tecnici – tra i quali spicca il ricorso all’ironia – che possono alzare ulteriormente la qualità dell’interazione, rendendola funzionale alla reputazione del brand.


Articoli correlati



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
Il sito utilizza i cookies e alcuni dati per migliorare la tua user experience