3 errori da non commettere durante un’intervista a sorpresa

Intraprendere un percorso di media training vuol dire prepararsi con attenzione anche a una eventuale intervista a sorpresa – nota in gergo tecnico con il nome di ambush interview – che ricopre un ruolo fondamentale nella reputazione di chi risponde alle domande.

Anche in questo caso esistono buone pratiche che è utile seguire, così come errori che non dovrebbero essere mai commessi e che possono essere evitati avendo alle spalle un percorso di media training strutturato.

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Quali sono di preciso? Oggi ne analizziamo assieme tre, puntando il focus su alcuni fail da matita rossa che possono essere dimenticati grazie al media training.

Durante un’intervista a sorpresa mai rifiutarsi di rispondere

L’intervista a sorpresa è una situazione non sempre facile da affrontare ma, onde evitare di compromettere la propria immagine, è importante non rifiutarsi di rispondere, adducendo magari come motivo il fatto di non rilasciare interviste di questa natura.

Una situazione come quella appena descritta ha visto protagonista il candidato democratico alle primarie USA 2016 Bernie Sanders che, durante un tentativo d’intervista a sorpresa da parte di un reporter di Fox News, si è palesemente rifiutato di rispondere (guarda il video a 0:29). Il rischio di questa scelta? Il fatto di palesare poca attenzione alla trasparenza.

L’ironia non sempre salva

Chiamare in causa l’ironia può rivelarsi una strategia utile durante un’intervista, ma non rappresenta una soluzione per mascherare la mancata preparazione.

Ricorrere all’ironia durante un’intervista a sorpresa è un errore di media training da matita rossa se non si è sufficientemente preparati. Per capire meglio la gravità della cosa possiamo osservare l’esempio del video sottostante, che vede protagonista l’imprenditore australiano Stephen Duckett ma, soprattutto, la decisamente poco felice scelta di offrire a una giornalista pronta a intervistarlo il biscotto che sembra intento a mangiare.

Non sottovalutare la preparazione teorica

Un’intervista a sorpresa è spesso caratterizzata da una durata molto breve, peculiarità che rende ancora più importante la cura della preparazione teorica e, conseguentemente, quella dedicata all’esposizione chiara dei concetti.

Sottovalutare questo aspetto significa incorrere in fail difficili da dimenticare, come quello che ha visto protagonista nel 2010 il senatore democratico Al Franken che, intervistato in merito a un provvedimento legislativo appena votato, non è stato in grado di rispondere alle domande (guarda il video sottostante a partire da 0:38).

Un processo di media training basato su completezza e qualità tiene conto anche di situazioni come un’intervista a sorpresa, che costituise uno strumento tecnico utilizzato da tanti giornalisti.

La preparazione e il controllo sono le chiavi del successo in questi casi e fondamenti di un percorso di media training di valore. Solo curando costantemente la preparazione teorica e controllando l’entità delle proprie reazioni – un’intervista a sorpresa può andare in scena anche in situazioni molto difficili – è possibile evitare fail e comunicare in maniera efficace con giornalisti e target finale.


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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.