Media training: i 3 killer di un hashtag efficace

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Per chi ancora non lo sapesse, gli hashtag sono una particolare tipologia di tag, lanciata da Twitter e usata oramai dalla quasi totalità dei social media presenti in rete. Composti da singole parole, o da concatenazioni di parole, e preceduti dal simbolo #, gli hashtag permettono di creare delle etichette che facilitano la ricerca di determinati argomenti attraverso il raggruppamento in parole-chiave.

Data la loro natura di catalogazione e raggruppamento, gli hashtag sono diventati, nel giro di pochi anni, uno strumento indispensabile nella gestione dei social media. Ecco perché, come abbiamo già avuto modo di ricordare in passato, saper padroneggiare questo strumento diventa fondamentale qualora si voglia intraprendere un percorso di media training di qualità.

Diamo, allora, uno sguardo, agli aspetti negativi che sarebbe meglio evitare, durante l’ideazione di un hashtag, per costruire un buon percorso di media training sui social, per non “allontanare” l’utente e per veicolare con maggior efficacia i propri contenuti.

  • Non ripescare alla cieca: una delle caratteristiche principali degli hashtag sui social è la loro collocazione temporale. Un hashtag non nuovo può essere riportato in auge, ma con attenzione.

 

Per riuscirci in maniera efficace è fondamentale avere un’idea di come l’argomento a cui è legato viene trattato dai media in uno specifico momento. Utilizzare a caso un hashtag “datato”, anche se è stato molto importante, è una scelta strategica che può risultare dannosa e per nulla utile ad aumentare la conoscenza di un contenuto di natura istituzionale, soprattutto se legato a un percorso elettorale.

 

Utilizzare hashtag legati unicamente o prevalentemente al proprio partito – particolare riscontrabile per esempio nel profilo Twitter di Angelino Alfano – può essere sì utile per la visibilità, ma meno per l’attenzione nei confronti della natura interattiva che è caratteristica nodale dei social media, e che si basa molto sull’analisi di argomenti sempre nuovi anche in campagna elettorale.

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  • No alla negatività: un hashtag efficace deve comunicare o il nome di un brand, oppure dare l’idea di un orizzonte di costruzione e progettualità (ottimo il caso di #lasvoltabuona lanciato dal Premier Matteo Renzi al momento del suo insediamento).

 

Hastag negativi – come per esempio #romafaschifo – possono rappresentare un espediente utile a segnalare problemi, ma meno ad aprire discussioni costruttive.

Un occhio di riguardo, anche (e soprattutto), all’accortezza linguistica. È vero che l’universo dei social media è caratterizzato dalla sintesi (a volte estrema) dei contenuti; ma è altrettanto vero che,  per sfruttare al massimo tutte le potenzialità di questi strumenti e mettere a punto un percorso di media training vincente, bisogna dire delle cose e, soprattutto, saperle dire bene!



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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