Media training: guida per evitare le gaffe social

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Il tragico caso dell’assassinio di Yara Gambirasio ha portato alla luce uno spunto di media training senza dubbio importante da approfondire, dal momento che chiama in causa un aspetto fondamentale nella gestione dei profili social, ossia il fatto che non tutti i contenuti sono adatti a essere divulgati sulle piattaforme di networking.

Utilizzare i profili personali o di partito come organi d’informazione ufficiali è giusto ma la situazione deve avere a monte una conoscenza precisa di quelli che sono i contenuti da evitare per non incorrere in vere e proprie gaffe.

Il tweet di Angelino Alfano relativo alla svolta nelle indagini è solo uno dei tanti esempi di questo tipo che possiamo trovare tra le pagine dei social network. Noi oggi concludiamo la settimana con qualche suggerimento di media training per evitare uscite in grado di rovinare l’immagine di una formazione politica e la chiarezza dei contenuti connessi a processi di comunicazione molto complessi.

  • Social e completezza delle informazioni: uno dei principali errori nel tweet di Angelino Alfano consiste nell’aver divulgato un contenuto caratterizzato da una sostanziale incompletezza informativa e legato a una situazione molto delicata.

In questi casi, la scelta di parlare dalle pagine di un social può non essere la più azzeccata dal punto di vista dell’efficacia del media training, in quanto la vicenda legata al tweet è una situazione a dir poco difficile, in grado di rappresentare l’inizio di veri e propri flame.

Scegliere di parlare su un social di una questione così complessa implica un’attenzione altissima alla ricchezza dei contenuti, che devono essere il più possibile chiari e completi.

  • Esultare? Non sempre è giusto: ci sono tantissimi casi di media training in cui i politici hanno espresso sui social il loro entusiasmo per un avvenimento, con contenuti diventati un punto di riferimento di efficacia nella gestione della comunicazione.

Osservando però il caso di Angelino Alfano è possibile ricordare che questa impostazione non è adatta a tutte le situazioni e che può portare dei risultati molto negativi se applicata senza criterio, senza considerare la necessità di approcciarsi ai media in maniera razionale e le caratteristiche della specifica situazione.

Esprimere il proprio entusiasmo sui social riferendosi a un risultato non ancora sicuro è un modo per disorientare l’utenza e per mettere in secondo piano, come già ricordato, la necessità di trovare un equilibrio tra emozione e razionalità, aspetto fondamentale quando ci si muove nell’ambiente social.

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Un altro consiglio che non possiamo tralasciare è quello di evitare di “tornare indietro” dopo una gaffe, come fatto sempre da Alfano nel tweet in cui ha espresso il suo entusiasmo per la risoluzione del caso.

Un fail social non si risolve continuando a postare contenuti poco chiari, ma scegliendo in caso di esprimersi in contesti mediatici caratterizzati da maggior autorevolezza e ufficialità, come per esempio la conferenza stampa.

Le gaffe dei politici sui social network rappresentano una costante dalla quale appare molto difficile staccarsi, e che lascia sempre più aperto l’interrogativo riguardante l’effettiva consapevolezza delle peculiarità di media training che contraddistinguono questi spazi.

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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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