Essere credibili durante un’intervista: 3 pillole di media training

Rilasciare un’intervista e riuscire a essere credibili è un ottimo traguardo, che può essere raggiunto solo con il media training e con la cura di quegli aspetti tecnici che sembrano ricoprire un ruolo minimo, ma che invece sono decisivi per l’efficacia dell’interazione.

3 consigli di media training per essere credibili durante un'intervista

Solo con il giusto allenamento e con l’attenzione a dettagli riguardanti sia il contenuto verbale sia il linguaggio del corpo è possibile essere credibili, soprattutto agli occhi del target a cui si intende arrivare interagendo con i media (quasi tutte le interviste sono parte di un piano di comunicazione politica o aziendale e vengono effettuate con un obiettivo specifico).

Oggi veniamo in vostro aiuto cone 3 brevi pillole fondamentali per sfruttare al meglio le regole di media training ed essere credibili durante un’intervista.

1. Non insistere su una determinata posizione

Rispondere a una domanda evitando di insistere su una determinata posizione, specie se si tratta di una situazione radicale, è una regola di media training utile per fare in modo di risultare credibili. Per trovare un esempio pratico in cui questa regola non è stata applicata possiamo analizzare l’estratto di un’intervista rilasciata da Hillary Clinton alla CBS e dedicata in parte al caso email-gate.

Guardandolo a partire da 0:20 è possibile notare un’insistenza nella riposta alla domanda Have you always told the truth?, alla quale Hillary Clinton risponde ripetendo più volte il termine always, scelta tecnica ridondante e inutile dal punto di vista della chiarezza generale del contenuto.

2. Fornire risposte articolate senza andare “fuori tema”

Essere credibili durante un’intervista significa, come già ricordato, esercitarsi costantemente scegliendo per esempio di fornire risposte il più possibile articolate, senza per questo uscire fuori tema. In tal modo è possibile dare spazio a chiarezza e far sì che i giornalisti possano approcciarsi al tema centrale dell’intervista da più punti di vista, massimizzando in questo modo l’efficacia del messaggio chiave.

Per un esempio positivo al proposito possiamo osservare l’intervista rilasciata da Barack Obama al giornalista della BBC John Sopel nel luglio 2015, caratterizzata da una prima risposta – che è arrivata dopo una domanda sulla scelta del Kenya per un viaggio internazionale – approfondita e articolata in più punti tutti pertinenti con il filo conduttore dell’intervista.

3. Includere il messaggio chiave nella prima risposta

Chi ben comincia è a metà dell’opera sia quando si parla di public speaking, sia quando si discute di media training e di interviste convincenti.

Un consiglio per rilasciarne di tali consiste nel sottolineare il messaggio chiave già nella prima risposta, così da fornire subito sia al giornalista sia al pubblico riferimenti utili per inquadrare le tematiche principali dell’interazione.

Essere credibili in un’intervista grazie al media training

Curare il media training è il miglior modo per garantire fin dalla prima domanda la qualità di un’intervista e, di conseguenza, avere anche più possibilità di convincere il target che si ha intenzione di intercettare della validità del proprio messaggio.


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Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
<p>Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.</p> <p>Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”</p> <p>Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.</p> <p>Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.</p> <p>Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel.<br /> Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.</p>
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