Qualche esempio di intervista, per risultare convincenti e, quindi, vincenti.

Il percorso di media training in preparazione di un’intervista televisiva deve essere caratterizzato dalla cura tecnica di numerosi aspetti, dalla qualità delle risposte al linguaggio del corpo. Essere pronti all’incontro con un giornalista in un salotto televisivo significa avere la consapevolezza di tutte le peculiarità tecniche dello spazio che si sta per affrontare ed essere in grado di volgerle a proprio favore.

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Solo con un percorso di media training sufficientemente strutturato alle spalle è possibile ottenere risultati di questa natura e palesare confidenza con il contesto televisivo, riuscendo di conseguenza a migliorare il proprio personal branding.

Da quali consigli tecnici si può partire? Quali sono i fondamenti di media training che non possono essere trascurati in previsione di un’intervista televisiva? Oggi analizziamo 3 aspetti molto importanti, partendo da qualche esempio di intervista assolutamente vincente.

Esempio di intervista n.1: Anne Hataway e l’importanza dei ringraziamenti

Rompere il ghiaccio con chi effettua un’intervista è fondamentale per dar corpo a un’interazione efficace. Un consiglio al proposito, che è meglio mettere in pratica in occasione della prima domanda, può essere quello di ringraziare il giornalista per l’opportunità di di esprimere il proprio punto di vista su un determinato argomento. In questo modo è possibile rendere più naturale la situazione, mostrarsi disponibili – evitando errori come quello commesso dalla tennista Serena Williams – e porre l’accento su tematiche che si considerano particolarmente rilevanti.

Per trovare un esempio di intervista concreto al proposito possiamo osservare un estratto dell’intervista rilasciata Anne Hathaway nel salotto della striscia televisiva TheEllenShow nel novembre 2014. Come è chiaro a 0:35, l’attrice esordisce ringraziando la conduttrice, prima di rispondere a quella che è una domanda strettamente legata alle sue vicende personali.

Esempio di intervista n.2: Donald Trump e l’attenzione ai segnali non verbali

Il corpo parla e, soprattutto in occasioni come le interviste televisive, trasmette segnali relativi al carattere della persona che sta rispondendo alle domande. Un esempio di intervista lampante? Le mani a cuneo di Donald Trump in questa intervista rilasciata nel salotto di David Letterman nel 2013. Il gesto appena citato, tipico delle personalità dominanti, se chiamato in causa troppe volte può indicare un atteggiamento di arroganza. La comunicazione di Donald Trump rappresenta un caso a dir poco unico per quanto riguarda la gestione di segnali di questa natura e la scelta d’interagire ‘senza filtri’ e per tale motivo la posizione delle mani può essere vista anche come una scelta coreografica.

In generale è comunque consigliabile moderarne il ricorso – ovviamente è possibile riuscirci grazie a un buon percorso di media training – onde evitare di comunicare eccessiva aggressività durante le interviste televisive.

Mantieni il contatto visivo con il giornalista durante le domande

Quando il giornalista effettua le domande durante un’intervista televisiva è importante mantenere il contatto visivo – mai guardare in camera – così da mettere in primo piano sicurezza e trasparenza. I primi momenti dell’intervista della Hathaway – è utile riguardare il video per vedere come cambia il suo approccio non verbale dopo la prima domanda – possono essere presi come esempio efficace al proposito.

Curare la preparazione alle interviste televisive è fondamentale se si ha intenzione di evitare danni d’immagine: solo il media training consente però di acquisire quella confidenza che permette di gestire la propria presenza in un salotto televisivo trovando un equilibrio perfetto tra contenuti verbali e linguaggio del corpo.


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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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