Media training e interviste televisive: consigli prima di andare in scena

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Il media training è fondamentale nella preparazione di un’intervista televisiva. Gli esempi che palesano come tale aspetto sia spesso trascurato sono, purtroppo, sempre all’ordine del giorno. Gestire tutti gli aspetti che determinano la qualità di un’intervista televisiva non è facile e, proprio per questo, è importante il media training, quell’allenamento costante che permette di avere successo anche a chi di base non ha particolari doti di empatia, o più semplicemente prova timore nell’affrontare il palco e le domande del conduttore.

Di media training per una perfetta intervista televisiva si parla molto, dal momento che il palcoscenico in questione non perde la sua importanza nonostante il web 2.0, ma anzi ne acquisisce di più grazie alla diffusione dello streaming e dei podcast.

Aver paura di sbagliare quando si deve affrontare un’intervista televisiva è normale: un processo di media training di qualità rappresenta la soluzione migliore e noi oggi siamo qui per darvi qualche veloce consiglio al proposito, tre suggerimenti da tenere ben presenti prima di andare in scena.

  • Crea un rapport immediato con il conduttore: il media training per l’intervista televisiva deve basarsi su un punto molto importante, riguardante la centralità della buona interazione con il conduttore, fondamentale per ottenere il consenso dell’utenza in merito a un’idea o a un prodotto. In PNL il rapport altro non è che la definizione di reciprocità in un processo di comunicazione, cosa che non sempre si verifica durante le interviste televisive.

Di esempi interessanti a tal proposito ce ne sono tanti e tra questi possiamo ricordare quello dell’intervista rilasciata da Alessandro Di Battista a Daria Bignardi, che ha visto l’esponente M5S annoverare la conduttrice tra le vittime del decreto legge Imu-Bankitalia.

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In questo modo è stato possibile instaurare una reciprocità comunicativa nodale per un’intervista televisiva di qualità, in cui un uomo politico o un esponente aziendale riesca a portare in primo piano il maggior numero possibile di contenuti utili alla sua causa.

  • Abbigliamento tra formalità e comfort: tra i fondamentali del media training è possibile ricordare l’importanza dell’abbigliamento. Il salotto televisivo non è il luogo adatto per sperimentare nuove tendenze estetiche. Il decoro e la cura dei dettagli (senza esagerare scegliendo per esempio gioielli vistosi) sono ovviamente rilevanti, ma è bene non trascurare il fatto di sentirsi a proprio agio, evitando sia imbarazzanti fuori programma – come quelli capitati ad alcune esponenti della politica italiana – sia difficoltà nei movimenti e quindi nel ricorso al linguaggio del corpo.

Purtroppo parlare di questa regola di media training significa più che altro chiamare in causa esempi che hanno visto una sua mancata applicazione. A volte basta davvero un piccolo gesto – come per esempio slacciare la giacca – per dare spazio al comfort senza rinunciare all’attenzione a un livello di formalità esteriore in certi casi necessario.

  • Preparati nel dettaglio e individua un messaggio chiave: la preparazione è nodale per un processo di media training di qualità. Le interviste televisive sono dei contesti dove bastano pochi secondi per portare in primo piano eventuali lacune informative. La regola principale a tal proposito è più che altro un consiglio di buon senso tecnico, che prevede l’importanza di non trascurare la preparazione fino all’ultimo, per esempio esercitandosi a rispondere a specifiche domande prima del momento d’interazione con il conduttore.

Un altro punto da non tralasciare riguarda l’importanza di fornire un messaggio chiave: il media training per un’intervista televisiva ottimale deve tenere conto prima di tutto che l’apparizione deve rappresentare un contenuto utile, capace di caratterizzare in maniera potente la comunicazione di una figura politica o di un uomo d’azienda. A questo proposito può essere utile individuare due o tre parole chiave da chiamare in causa durante l’interazione, come per esempio è stato fatto da Renzi in questa intervista rilasciata a Fabio Fazio ai tempi delle Primarie 2013, caratterizzata da un alto ricorso ai termini “regole” e “perdere”.

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Affrontare un’intervista televisiva senza un adeguato percorso di media training è impensabile. Il web ha regalato vita molto lunga agli errori commessi nei salotti televisivi, che possono essere scongiurati soltanto da una preparazione approfondita e dalla consapevolezza che l’improvvisazione, in questo come in tantissimi altri casi, è la peggior nemica della qualità.

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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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