Media training: due stili nello stesso salotto televisivo. Berlusconi e Renzi a confronto

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Il media training costituisce un punto di partenza obbligatorio per una figura politica che deve affrontare un salotto televisivo. In queste situazioni è possibile adottare approcci diversi, e di conseguenza portare in evidenza risultati differenti quando si parla di messaggi che arrivano all’utenza finale.

Osservare con occhio analitico diversi stili di media training può essere molto utile a livello tecnico, soprattutto se si sta parlando della presenza di due differenti figure politiche nel medesimo salotto televisivo, caratterizzato da dinamiche precise e da un target di base molto definito.

La preparazione è fondamentale quando si affronta un salotto televisivo e analizzare l’approccio di Silvio Berlusconi e Matteo Renzi – entrambi intervistati durante due diverse puntate di Domenica Live – può essere utile per capire come i dettagli possano rivestire un ruolo nodale quando si parla di media training politico.

  • Dimmi come ti vesti e ti dirò cosa vuoi dire: chiunque si occupi a livello professionale di media training è perfettamente consapevole di come l’abbigliamento rappresenti un biglietto da visita e di quanto ‘parli’ all’utenza. Osservare l’impostazione di Silvio Berlusconi e quella di Matteo Renzi nel salotto di Domenica Live permette di ricavare spunti interessanti a questo proposito.

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Durante l’intervista rilasciata il 19 ottobre Matteo Renzi si è presentato in camicia e cravatta, un look formale ‘spezzato’ dai polsini slacciati e dalle maniche tirate su fino al gomito. Associata al ‘tu’ utilizzato per parlare alla conduttrice, questa impostazione di media training costituisce una scelta molto puntuale per eliminare tantissimi filtri tra la figura politica e il target alla quale ha deciso di rivolgersi, costituito dallo zoccolo duro dei telespettatori di una striscia televisiva mainstream.

Scelta differente per Berlusconi, che in occasione dell’ultima apparizione nel salotto di Domenica Live (aprile 2014) ha optato per un look estremamente formale, caratterizzato da giacca, camicia e cravatta, portando in primo piano una linea orientata su una riabilitazione della sua immagine in seguito all’affidamento ai servizi sociali, e decisamente lontana dalla volontà di far passare messaggi di natura politica.

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  • I contenuti mirati: il media training legato alla presenza in un salotto televisivo non può in alcun modo prescindere da un lavoro sui contenuti da portare in primo piano durante l’interazione, facendo in modo di realizzare un percorso in linea con le esigenze del target. Una figura politica che ha alle spalle un percorso di media training solido è perfettamente capace d’individuare quelli che possono essere i punti in grado di toccare in maniera mirata l’universo percettivo dell’utenza, e di caratterizzare con forza la presenza nel salotto televisivo, rendendola un’occasione per identificare meglio un percorso politico.

Osservare l’approccio di Renzi e quello di Berlusconi al salotto di Domenica Live permette di analizzare due esempi positivi a questo proposito, in quanto in entrambi i casi è possibile individuare l’esternazione di un contenuto mirato (la promessa del bonus per le neo mamme e il focus sulla tematica delle pensioni e degli sgravi fiscali per le spese dedicate agli animali domestici), perfettamente in linea con le esigenze del target della trasmissione.

  • Il rapporto con il conduttore: quando si parla di media training legato alla presenza in un salotto televisivo è fondamentale analizzare i contenuti, ma è anche utile osservare in che modo la figura politica si rapporta al conduttore, il cui ruolo è nodale per l’efficacia dell’interazione. Come abbiamo avuto modo di specificare nelle righe precedenti, Renzi e Berlusconi si sono mossi in maniera diversa a questo proposito.

Matteo Renzi ha scelto il ‘tu’, instaurando fin da subito un clima estremamente colloquiale, e richiamando le sue precedenti interviste nel medesimo salotto televisivo. Ha eliminato tantissimi filtri tra la sua figura e l’utenza, ha parlato in maniera amichevole e diretta con la conduttrice, rendendo automaticamente più informale l’interazione con il pubblico, con una chiarezza nodale per sottolineare i risultati ottenuti dal Governo e per evidenziare la bontà delle promesse.

Con Berlusconi l’interazione è stata più formale e caratterizzata dall’utilizzo del ‘lei’. Come abbiamo già ricordato diversi sono stati anche gli obiettivi, meno orientati alla ricerca dell’empatia, ma focalizzati piuttosto sulla necessità di restaurare il personal branding di una figura ormai lontana dal panorama della politica attiva.

Il media training è fondamentale per una figura politica che sceglie di farsi intervistare in televisione e, come è chiaro da questo parallelo, ogni scelta ha un peso specifico di grande importanza nella definizione del personal branding e dell’efficacia dei messaggi.


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Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.