Media training: cosa non fare su Twitter in campagna elettorale

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Usare bene Twitter in campagna elettorale è fondamentale per un percorso di media training di qualità.

Nei giorni scorsi abbiamo parlato di un esempio molto felice di utilizzo di questo social per veicolare contenuti programmatici precisi e per interagire con l’utenza; dopo l’analisi dell’hastag #matteorisponde, e dell’evento online a esso correlato, concentriamo l’attenzione su quello che invece sarebbe meglio evitare durante un periodo di campagna elettorale.

Su Twitter, contesto notoriamente caratterizzato dall’erogazione continua di informazioni, concentrare la comunicazione su toni eccessivamente satirici e dissacranti può portare in secondo piano contenuti più tecnici e caratterizzati da un’importanza non indifferente.

Un riferimento utile, a tal proposito, può essere l’account di Beppe Grillo, dove spiccano le numerose immagini satiriche che vogliono parodiare i manifesti del PD.

Questo tipo di contenuto, anche per la sua natura visuale, spicca rispetto agli altri, lasciando effettivamente poco spazio, e ancor meno autorevolezza, ad argomenti più costruttivi e vicini al programma elettorale.

Creare un buon percorso di media training su Twitter non è affatto facile, soprattutto per via della necessità della sintesi.

L’equilibrio tra efficacia emozionale e autorevolezza tecnica deve essere perseguito come obiettivo primario. Nel web 2.0, il contenuto deve essere “adattato” al medium e all’attitudine dell’utenza che con esso si interfaccia.

  • Non essere incostanti: Renzi ha dato un’ottima lezione di media training con #matteorisponde, ma il suo utilizzo di Twitter in campagna elettorale non è affatto perfetto. Che cosa si può rimproverare al Premier e segretario del PD? Prima di tutto l’incostanza nel ricorso al social dei 140 caratteri per l’erogazione dei contenuti.

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La storia della comunicazione politica di Renzi sui social è caratterizzata da picchi di presenzialismo, da contenuti che hanno “bucato” gli schermi, e da periodi in cui i post vengono inseriti unicamente in occasione di eventi ufficiali (p.e. il 25 aprile) o per parlare in maniera efficace e pungente degli obiettivi raggiunti, come per esempio nel caso del tweet dedicato ieri ai temi finanziari.

Renzi, in questi primi mesi da premier, ha centellinato la sua presenza social, portando in luce degli esempi di media training molto utili per gli addetti ai lavori. In campagna elettorale è però opportuno aggiustare la linea, soprattutto in un caso complesso come il suo, che vede anche la necessità di parlare più spesso in quanto voce ufficiale di uno dei partiti con maggior seguito.

  • Non essere autoreferenziali: l’ultima (ma non meno importante) pillola di media training di oggi riguarda un vero e proprio killer del buon utilizzo dei social in campagna elettorale, ossia l’autoreferenzialità.

Per quanto riguarda il social dei 140 caratteri, è possibile vederne un esempio di tutto ciò nel live tweet presente sull’account di Silvio Berlusconi e dedicato all’ultima puntata di Piazza Pulita.

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La maggior parte dei contenuti inseriti riguardano, infatti, la sua figura e rappresentano la concretizzazione di un uso profondamente negativo di Twitter, che viene in questo caso spogliato della sua natura di media interattivo e di contesto utile alla nascita e allo sviluppo di conversazioni pregne di contenuto e di spunti utili anche a livello elettorale.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.