Media training: cosa non fare in televisione durante la campagna elettorale

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Manca ormai meno di un mese alle Elezioni Europee e gli spunti di media training sono ogni giorno tanti e interessanti.

Abbiamo già avuto modo di parlare di quelli che possono essere i modi migliori per rappresentare un partito sul piccolo schermo: nelle prossime righe ci concentreremo, invece, su quanto sarebbe meglio evitare in campagna elettorale, sia dal punto di vista del contenuto, sia dal punto di vista della gestione del linguaggio non verbale.

Sfruttare male le potenzialità dell’intervista televisiva può danneggiare una campagna elettorale in maniera considerevole e noi siamo qui proprio per aiutarvi a capire come non arrivare a questo punto.

  • Non tenere oggetti tra le mani: tenere tra le mani anche solo una penna ad esempio può essere un passo poco vantaggioso dal punto di vista dell’efficacia del media training e di un percorso di campagna elettorale.

Le mani rappresentano un fattore di estrema importanza quando si tratta di veicolare sicurezza in se stessi e nei contenuti erogati; un’intervista televisiva è un contesto molto diverso da una conferenza o da una lezione, dove tenere tra le mani un oggetto (p.e. il puntatore) può essere utile anche per guidare il pubblico alla focalizzazione dei principali concetti.

I grandi comunicatori politici, le figure capaci di far parlare a ogni loro apparizione televisiva, tengono sempre le mani libere dai cosiddetti “oggetti feticcio”: questo non preclude il contatto fisico con l’ambiente circostante, ma veicola senza dubbio un alto livello di confidenza con tutte le sfaccettature della propria brand equity.

  • Non guardare la pagliuzza nell’occhio dell’avversario: abbiamo avuto più volte occasione di ricordare come la televisione sia un contesto che, ormai al pari del web, non permette alcun tipo di oblio, proprio per l’integrazione con il mondo dei media 2.0.

A questo proposito diventa fondamentale mantenere un livello minimo di coerenza tra le proprie scelte e azioni e le considerazioni su avvenimenti e persone, soprattutto se riguardano un avversario.

Berlusconi che nel salotto televisivo di Domenica Live parla di Alfano come di una figura non più nuova nel panorama politico compie un passo di media training molto azzardato, non tenendo conto di quelle che sono le principali criticità del suo percorso istituzionale.

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  • Attenzione alla vita privata: il rapporto tra vita privata e comunicazione politica è sempre al centro dell’attenzione quando si cercano spunti utili sia per non sbagliare, sia per entrare in maniera incisiva nella mente dell’elettore. Parlare della propria vita personale e familiare durante un’intervista televisiva in periodo elettorale può essere utile al fine di raggiungere le corde più emotive dell’utenza, ma mantenendo un equilibrio di fondo.

Uno spunto di media training utile per comprendere meglio quanto abbiamo appena detto arriva sempre dall’ultima intervista televisiva di Berlusconi, durante la quale l’ex Premier si è soffermato molto a raccontare il rapporto con la compagna.

La televisione emoziona anche e soprattutto in campagna elettorale, ma è fondamentale ricordare che, in un contesto crossmediale dominato dall’informazione fluida e continua, la figura cristallizzata del politico con un privato invidiabile sta facendo un po’ il suo tempo, lasciando spazio a un maggior equilibrio tra contenuti tecnici e richiami all’ambito personale (Renzi docet).

Per questo è necessario tenere ben a mente gli spunti di media training fin qui analizzati per costruire una campagna elettorale vincente anche attraverso le interviste televisive.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.