Ufficio stampa: consigli per una conferenza stampa vincente

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Il media training di qualità è fondamentale anche e soprattutto prima di una conferenza stampa.

Gestirla bene non è affatto facile: quest’interazione rappresenta infatti un palcoscenico molto classico per l’erogazione di contenuti spesso caratterizzati da un alto livello di ufficialità ed è fondamentale renderlo il più interessante possibile non solo per i giornalisti, ma anche per gli utenti finali.

La conferenza stampa – come è noto a chiunque abbia una minima dimestichezza con la crossmedialità che viviamo quotidianamente – non è più un momento dedicato solo agli “addetti ai lavori”, ma è frequentemente un evento aperto e soggetto a giudizi analitici di molte più persone.

Quali sono i trucchi di media training utili a gestire una conferenza stampa vincente non solo a livello politico? Concludiamo la settimana presentandovene alcuni, ovviamente prendendo spunto da esempi di attualità.

  • Sorprendi: abbiamo già più volte parlato della conferenza stampa tenuta da Renzi il 12 marzo, analizzandola tecnicamente e confrontandola con altri riferimenti affini. Un consiglio di media training fondamentale che si può ricavare dall’evento in esame è legato all’importanza della creatività e dell’effetto sorpresa, che non devono mancare se si ha intenzione di distinguersi e non di mettere in scena un’interazione asettica.

  • Costruisci: la conferenza stampa è nella maggior parte dei casi un’occasione di interazione mediatica in cui viene presentato un progetto. Si tratta senza dubbio di un “contenitore” molto potente per divulgare iniziative e contenuti, ma poco efficace senza l’esposizione di alternative pratiche concretamente realizzabili.

Un esempio in cui questa impostazione di media training non è stata applicata è l’ultima conferenza stampa di Beppe Grillo, tenuta pochi giorni fa a Montecitorio per ufficializzare l’iniziativa #AbolirEquitalia.

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La risonanza è stata molto forte e non a caso la pagina Facebook dedicata al progetto ha raccolto un alto numero di fan. L’impostazione di Grillo è però caratterizzata da un punto di vista che di costruttivo ha ben poco: chiama sì all’azione (l’invito ad inviare un selfie con in mano una cartella esattoriale), ma non propone alcuna alternativa alla situazione che viene vista come negativa e da eliminare.

La conferenza stampa vincente – soprattutto nell’era del web 2.0 e del flusso continuo d’informazioni – non deve essere un semplice momento di erogazione di contenuti, ma deve avere una struttura precisa, in grado di guidare l’utenza alla comprensione di un progetto il più possibile completo.

  • Usa l’ironia: puntare sull’ironia in una conferenza stampa è un’ottima strategia di media training, capace di veicolare un alto livello di confidenza sia con i propri contenuti, sia con l’universo giornalistico e con le sue specifiche esigenze, in particolare quella di portare al centro dell’attenzione spunti innovativi e in grado di distinguersi nel generale overload informativo.

Un vero e proprio campione di media training a questo proposito è l’allenatore Jose Mourinho, straordinario comunicatore capace – come dimostrato anche poche settimane fa – di dosare in maniera perfetta l’ironia durante le conferenze stampa e di comprendere quali sono i meccanismi di creazione di un fatto notiziabile e dell’importantissimo equilibrio tra intrattenimento e informazione tecnica.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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