Media training: consigli per una conferenza stampa perfetta

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Quando si parla di media training di qualità non si può non chiamare in causa la conferenza stampa, un momento fondamentale nel processo d’interazione tra il brand e chi opera nel mondo dell’informazione. Il ruolo nodale del web 2.0 ha reso ancora più importante l’attenzione ai dettagli tecnici della sua organizzazione, che contribuiscono molto all’immagine di un’azienda o di una singola figura politica/professionale.

Organizzare una conferenza stampa vincente significa tenere conto sia delle regole classiche che il media training insegna per queste occasioni sia, come appena rammentato, dell’alto livello di visibilità generale e di tutte le reazioni mediatiche possibili.

Una conferenza stampa perfetta è prima di qualsiasi altra cosa un biglietto da visita positivo per il brand e i suoi prodotti; per questo noi oggi vogliamo regalarvi qualche pillola di media training utile a capire quali passi compiere e anche in quali sviste fare in modo di non incorrere.

  • Inizia con una storia: la conferenza stampa è una vetrina molto importante per raccontare i valori del brand e per fornire agli operatori mediatici un’idea efficace della storia di un prodotto e del percorso che ha portato alla sua realizzazione. Aprirla in maniera efficace è quindi fondamentale per avere la sicurezza d’incontrare il favore del pubblico, e un attacco caratterizzato da un ricorso allo storytelling può rappresentare un ottimo espediente di media training.

Un esempio molto utile per capire bene questo punto lo possiamo trovare analizzando l’attacco della conferenza stampa tenuta da Didier Leroy (CEO della divisione europea di Toyota) per la presentazione dell’autovettura sportiva GT86 nel 2012. Come si può vedere iniziando a leggere la trascrizione testuale, l’inizio dello speech è caratterizzato da un ricorso molto puntuale allo storytelling, focalizzato sul riferimento al ruolo del metodo Kaizen, una pratica economica di origine giapponese che ha raggiunto fama mondiale proprio grazie alla sua applicazione in Toyota.

  • Usa la ‘regola del tre’: la ‘regola del tre’ – la cui importanza abbiamo già avuto modo di ricordare parlando di public speaking strategico – deve avere un ruolo importante anche nella gestione di una conferenza stampa vincente. Elencare tre caratteristiche peculiari di un prodotto o di un progetto è un espediente di media training tanto semplice quanto efficace, perché è il primo passo per fornire agli operatori spunti per contenuti interessanti e per eventuali approfondimenti tecnici.

Un riferimento interessante a questo proposito è riscontrabile nella conferenza stampa tenuta da Mark Zuckerberg nel febbraio 2013, durante la quale è stata presentata una delle numerose versioni del News Feed di Facebook. Come è chiaro a chiunque guardi il video, il CEO del social di Menlo Park riassume in tre punti – richer storieschoice of feeds,  mobile consistency – le particolarità salienti della novità del brand. Questa scelta è più che azzeccata per un percorso di media training efficace in quanto, come abbiamo già affermato, incontra in maniera mirata le esigenza professionali dell’utenza.

  • Fai attenzione al look: tra i fondamentali del media training efficace è impossibile non annoverare l’attenzione al look, che ‘parla’ del brand esattamente come tutti gli altri elementi. Quando si organizza una conferenza stampa questa cura deve essere amplificata, per fare in modo che le scelte estetiche non mettano in ombra i contenuti.

Un curioso esempio per capire il ruolo importante dell’abbigliamento in una conferenza stampa è legato a Obama, che durante uno dei primi incontri con la stampa sul tema ISIS si è presentato con un completo chiaro, una scelta lontana dalle sue più volte dichiarate – e concretizzate – preferenze stilistiche. Osservando i report social è possibile notare come il succitato cambio di look abbia conquistato un numero di menzioni altissimo, mettendo in secondo piano quanto detto dal Presidente USA in merito a temi caldi di politica estera.

Il media training di qualità non può prescindere dall’attenzione ai dettagli organizzativi e gestionali di una conferenza stampa, che non devono essere trascurati in alcun modo se si ha intenzione di portare in primo piano esempi tecnici positivi e di aumentare le probabilità di successo sul mercato di un prodotto o di un progetto aziendale.

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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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