Errori di comunicazione non verbale da evitare in un’intervista

Il corpo ‘parla’ e veicola messaggi precisi anche durante le interviste televisive. Il media training è la soluzione più utile per tenere sotto controllo quei segnali non verbali che possono compromettere la qualità di un’intervista e, di conseguenza, anche la reputazione di chi la rilascia.

media training

Quando si parla di media training non si inquadra solo il processo di allenamento che consente di rispondere in maniera puntuale e completa alle domande di un intervistatore, ma anche il percorso tecnico grazie al quale è possibile rendere il linguaggio del corpo uno strumento capace di conferire chiarezza ed efficacia all’intero approccio.

Per riuscirci è necessario conoscere gli errori da evitare, quelle scelte che, se chiamate in causa durante l’interazione con un giornalista, possono danneggiare la qualità dell’intervista e la validità dei contenuti presentati nelle risposte.

Comunicazione non verbale: attenzione ai segnali di vulnerabilità

Un aspetto della comunicazione non verbale che è bene tenere sotto controllo durante un’intervista televisiva riguarda i segnali di vulnerabilità. Seguire un percorso di media training significa prepararsi con attenzione e non dimenticare l’obiettivo dell’intervista; ciò implica che, in eventuali casi di comunicazione di crisi, è utile impegnarsi perché il linguaggio non verbale comunichi sicurezza totale e non lasci spazio a dubbi sulla sincerità delle risposte.

Un esempio di poca attenzione a tale aspetto riguarda l’attore Bill Cosby. Nell’intervista rilasciata ad Associated Press nel novembre 2014 e dedicata alle accuse di stupro che lo hanno riguardato, ha più volte dato spazio a segnali non verbali di vulnerabilità, come per esempio la mano davanti all’inguine (vedi a partire da 2:26). Questo errore di media training, come già ricordato, è da dimenticare soprattutto in caso d’interviste legate a situazioni di crisi, contesti in cui è essenziale mettere in primo piano la trasparenza.

Non guardare in basso

Un altro errore di media training riguardante il linguaggio non verbale durante le interviste consiste nel guardare in basso, eludendo il contatto visivo con il giornalista e rivolgendolo magari a una parte del proprio corpo, come per esempio le mani.

Anche in questo caso siamo davanti a un fail che può far passare l’idea di una scarsa attenzione alla trasparenza. Per un riferimento al proposito rimandiamo all’intervista rilasciata nel 2012 dall’attrice Kristen Stewart per la campagna pubblicitaria di un brand di profumi – ne abbiamo parlato più approfonditamente qui – e al video in cui, fin ai primi momenti, è palese come l’importanza di mantenere il contatto visivo con l’intervistatrice sia messa totalmente in secondo piano, lasciando spazio a una scarsa confidenza con il contesto.

Non trascurare la posizione della testa

Sono tanti gli aspetti non verbali da non trascurare durante le interviste e uno dei più rilevanti riguarda la posizione della testa. Inclinarla lateralmente può rappresentare un segnale di estrema apertura e sincerità, ma anche di vulnerabilità. Per un esempio specifico in merito ritorniamo all’intervista di Kristen Stewart, pochi minuti che dovrebbero essere riguardati di tanto in tanto per chiarire le idee sugli errori da matita rossa da dimenticare al fine di rendere il linguaggio non verbale funzionale alla qualità di un’intervista.

Il media training è fondamentale per chiunque ricopra un ruolo di spicco in ambito aziendale o politico. Trascurarlo – o concentrarsi unicamente sulla qualità delle risposte – significa mettere a serio rischio la propria reputazione e vanificare l’efficacia dei messaggi veicolati al target.


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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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