Media training: come arrabbiarsi in televisione

media training L’intervista e il salotto televisivo sono contesti dove il media training può trovare implicazioni estremamente interessanti. La tv è il luogo dove l’emotività rappresenta il motivo conduttore di gran parte del processo comunicativo, ed è importante non dimenticarlo mai quando si analizza questo ambito dal punto di vista delle tecniche portate alla luce da chi partecipa a un’interazione.

Il media training politico vede nell’universo della comunicazione televisiva anche un luogo dove molto spesso è necessario affrontare momenti d’ira, che, se da una parte riescono a far alzare in maniera non indifferente lo share di una trasmissione, dall’altra possono rappresentare dei punti in grado di inficiare profondamente l’immagine di una figura politica.

Una strategia di media training performante deve tenere conto di questo equilibrio, molto delicato soprattutto quando appunto ci si interfaccia con il complesso universo della sinergia tra comunicazione istituzionale e televisione. Quali sono i migliori consigli per gestire l’ira in un momento di comunicazione televisiva? Quali sono i comportamenti che andrebbero evitati? Nelle prossime righe vi daremo qualche dritta in merito, facendo riferimento ad alcuni esempi che in questi anni abbiamo avuto sotto gli occhi.

  • Mai abbandonare il campo: abbandonare il campo durante un’intervista televisiva rappresenta una mossa in grado di inficiare in maniera molto pesante una strategia di media training.

Dal punto di vista del wom può sicuramente avere un effetto potente (come successo, per esempio, nel caso dell’intervista di Lucia Annunziata a Silvio Berlusconi), ma per quanto riguarda l’immagine della figura istituzionale rappresenta una scelta poco vantaggiosa, dal momento che mette in campo l’ambito irrazionale come unico elemento della comunicazione politica in tv, eliminando qualsiasi altro tipo di contenuto.

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  • I dati sensibili: mettere in campo dati sensibili rappresenta un altro comportamento da evitare. Un esempio molto recente è riscontrabile nella partecipazione di Renato Brunetta a “Che tempo che fa”, e alla discussione relativa ai compensi di Fabio Fazio.

La tv è, ricordiamo, il luogo di media training maggiormente connesso all’emotività, ma tale ambito deve essere comunque gestito con equilibrio, con una scelta precisa di contenuti. Fare riferimento a dati sensibili può quindi far passare l’idea di un contesto di comunicazione chiuso, dove il flusso dei messaggi si muove unicamente tra conduttore e intervistato.

Il media training televisivo è un universo che può apparire molto semplice da gestire, ma è importante non lasciarsi ingannare dalle apparenze, dal momento che le corde irrazionali del mondo percettivo dell’utenza hanno numerose sfaccettature.

La televisione rappresenta ancora un contesto mediatico molto autorevole, e lo spettatore vuole sì emozionarsi, ma anche avere la consapevolezza di essere messo al centro di un processo di scambio di idee non fine a se stesso.

Per essere efficaci dal punto di vista del media training è importante tenere conto di questo equilibrio, per evitare che l’intervista televisiva sia vista unicamente come “evento” unico, che per essere ricordato si basa unicamente sull’aspetto del wom.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.