Media training: chi sta al centro?

media training Abbiamo parlato nei giorni scorsi dell’importanza del lessico in un momento di interazione diretta con il pubblico. Nell’attenzione a questo aspetto rientra però anche il media training, visto come un processo di organizzazione del linguaggio in base alle caratteristiche generali dell’approccio.

Nella creazione di una strategia di media training, soprattutto quando si tratta di lavorare su contesti di contatto diretto con un pubblico, è importante che al centro dell’analisi ci sia un’operazione di scomposizione del linguaggio, in quanto centro propulsore di tutti gli stimoli intellettuali che arrivano all’utenza.

Il linguaggio è un universo molto complesso, e sarebbe davvero lungo soffermarsi in queste pagine su tutte le caratteristiche necessarie a rendere un discorso efficace. Oggi ci dedicheremo all’analisi di una in particolare: i pronomi.

Quanto sono importanti i pronomi in una strategia di approccio mediatico? Senza dubbio tanto, dal momento che, come è chiaro a chiunque abbia a cuore la magia della nostra lingua, sono delle piccole parole in grado di cambiare in maniera radicale la potenza di un discorso.

Nelle prossime righe faremo un piccolo viaggio nel ruolo che il media training ha nella definizione dei poli centrali di un momenti di interazione con il pubblico, cercando di definire alcuni consigli pratici.

  • Ragazzi, siam pazzi?: Uno dei punti di vista più interessanti se si analizza quanto abbiamo appena ricordato è quello di Pierluigi Bersani. La sua ormai famosissima frase rappresenta uno spostamento di attenzione dai contenuti politici all’interazione empatica con il pubblico.

Attraverso l’utilizzo della prima persona plurale si mette in atto un processo di inclusione, che è un punto fondamentale se si ha intenzione di utilizzare il media training come mezzo per aiutare l’utente a immedesimarsi con il politico o con chi presenta un contesto aziendale/di prodotto.

Il rischio di questa impostazione è però quella di enfatizzare la sinergia che abbiamo appena citato, rendendo poi molto difficile per l’utente medio la distinzione tra il livello di competenza e autorevolezza in suo possesso e quello nelle mani di chi parla.

Il media training deve quindi lavorare di quantità in questa circostanza, in modo da creare o ristabilire parte di quell’equilibrio interazionale che è andato perso con le tecnologie 2.0, che hanno spostato tantissimo la percezione della centralità dei processi di comunicazione.

  • Tra prima e terza persona: un’altra visione molto utile per comprendere le valenze pratiche delle modalità base di interazione con il pubblico è quella di Silvio Berlusconi, che molto spesso alterna l’utilizzo della prima persona singolare con quello della terza, soprattutto quando parla della sua persona.

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A livello superficiale  potrebbe sembrare (e a tanti è sembrato) l’espressione di un narcisismo poco controllato, ma invece si tratta di una scelta estremamente nodale dal punto di vista del media training.

Anche in questo caso tra i goal della strategia compare la volontà di lavorare sulle corde emotive dell’utenza, ma le caratteristiche sono estremamente diverse, dal momento che un approccio come quello di Berlusconi, attuato soprattutto durante la partecipazione a Servizio Pubblico, è improntato alla ricerca di un rapporto di fiducia esclusiva con l’utente.

Grazie all’utilizzo della terza persona singolare è infatti molto facile operare un processo di estraniazione dalla situazione, e riuscire a osservarla con quelle che sono le sue effettive caratteristiche strutturali.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.