Media training: attenti al talk show!

media trainingIl media training politico nell’universo del web 2.0 deve tenere conto di una sinergia tra diversi mezzi di comunicazione, e orientarsi verso una piena consapevolezza dell’influenza che esercitano uno sull’altro. Abbiamo più volte parlato del ruolo del dibattito televisivo nella definizione di una strategia di media training performante: la sua validità è innegabile, come l’importanza di una gestione oculata dell’ambito, in modo da evitare derive retoriche o parodiali.

La partecipazione a un talk show può certamente aiutare un politico a rendere più completo il suo processo di comunicazione, ma può anche rappresentare un’arma a doppio taglio, rendendo la figura oggetto di critiche in grado di inficiare non solo l’efficacia del suo approccio di interazione, ma quella dell’intero partito.

Nelle prossime righe vi guideremo in un piccolo viaggio tra i consigli utili a far sì che il talk show non diventi il luogo del disastro per il lavoro di media training di un politico. Di spunti ce ne sono davvero tanti, e, come ben sapete, a noi piace molto scovarli e proporveli come punti di partenza per consigli pratici interessanti.

  • Attenzione alla storia: la partecipazione a un talk show può rappresentare un fattore inficiante di una strategia di media training qualora una figura politica sia particolarmente legata al contesto televisivo, che, soprattutto in Italia, lascia un’impronta professionale molto potente.

In quel caso (un esempio su tutti può essere Mara Carfagna, che è stata oggetto di numerosi commenti non sempre lusinghieri dopo la sua ultima partecipazione a Ballarò) può essere difficile a livello percettivo separare i due piani della storia di una figura, trovando numerose difficoltà anche a definire il suo ruolo in altri contesti mediatici.

  • Il dolori del presenzialismo: il presenzialismo pervasivo ha rappresentato un aspetto non sempre favorevole nell’universo del media training politico (un esempio ancora molto fresco è la case history di Matteo Renzi alle primarie).

La scelta di partecipare a un talk show, per rappresentare un punto di riferimento performante in un lavoro di media training, dovrebbe quindi arrivare come momento di interazione volto a un obiettivo di chiarificazione, e non come occasione di “completamento” di un processo di presenzialismo (un riferimento possono essere gli strascichi televisivi di eventuali schermaglie online).

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  • La “collezione di divani”: su quanti divani di talk show bisogna sedersi per riuscire ad avere un ruolo incisivo nella sfera percettiva dell’utenza? Anche in questo caso, il presenzialismo pervasivo può inficiare in maniera profonda una strategia di media training.

Uno degli aspetti critici della comunicazione televisiva contemporanea, che ha aumentato i contenuti per adeguarsi alla potenza informativa del web, può essere insito nella difficoltà di differenziazione effettiva tra un approccio e l’altro, il che può comportare una distorsione della percezione globale della figura politica, vista come profondamente ancorata a un medium che parla alle corde più emotive del pubblico, e meno a quella parte razionale che dovrebbe rimanere sempre attenta e aperta quando si parla di comunicazione politica e di contenuti di valenza istituzionale.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.