Ufficio stampa: affrontare una conferenza stampa

media trainingTra i diversi aspetti che costituiscono l’edificio strategico del media training uno in particolare rappresenta un momento nodale: la gestione della conferenza stampa.

Nell’epoca del web 2.0 e del flusso di comunicazione immateriale, è fondamentale che l’universo del media training non perda mai di vista la potenza comunicativa di un’interazione offline che risponde a particolari istanze.
Proprio da questi aspetti vogliamo partire nel nostro breve excursus di consigli pratici dedicati alle modalità di approccio a un momento così importante per diverse figure professionali, e non solo per chi opera nel mondo politico.

Prima di tutto è opportuno chiarire l’obiettivo di una conferenza stampa. Questo momento di interazione tra due realtà rappresenta una soluzione di erogazione di informazioni in una situazione in cui uno dei due poli del processo comunicativo si trova in situazione di “svantaggio” dal punto di vista del possesso di conoscenza su uno specifico argomento.

La conferenza stampa deve essere quindi considerata dal punto di vista del media training come un momento di chiarificazione e di fruizione di nuove informazioni per l’utenza. Ogni giorno abbiamo davanti numerosi esempi di conferenze stampa più o meno efficaci, dalle quali è possibile trarre diversi spunti.

Oggi riprenderemo in mano il caso di Josefa Idem, e della conferenza stampa che ha preceduto di qualche giorno le sue dimissioni. Dal punto di vista del media training è molto interessante l’impostazione di questo momento, ed è possibile trarre degli effettivi consigli pratici.

Personaggio o informazioni? Appare assolutamente naturale la considerazione del momento della conferenza stampa come un equilibrio tra la centralità di un personaggio (e della sua carriera) e la necessità di veicolare delle informazioni in grado di dare un’ufficialità organica a una particolare situazione.

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Il caso della Idem, che si è presentata davanti ai giornalisti con il suo avvocato, può rappresentare dal punto di vista del media training un fattore in grado di inficiare l’equilibrio che abbiamo appena ricordato, dal momento che determina l’attenzione nei confronti della difesa del personaggio, piuttosto che dell’erogazione di informazioni chiare.

Il linguaggio: sempre parlando della questione della difesa nei confronti di una situazione di crisi, la conferenza stampa deve essere gestita mettendo al centro dell’attenzione l’esposizione di dati empirici che possono essere presi come punto di riferimento per instaurare un processo dialettico costruttivo in grado di contenere difficoltà di diverso tipo.

Durante una conferenza stampa può essere quindi non vantaggioso dal punto di vista del media training concentrarsi solo sull’esternazione di promesse, senza presentare un quadro di base della situazione a livello di dati. Esiste, come è chiaro, un confine impossibile da valicare, rappresentato dalla necessità di difendere la privacy.

Tenendo fermo questo aspetto, è fondamentale non dimenticare, come abbiamo già rammentato nelle righe precedenti, che la conferenza stampa è un momento in cui viene enfatizzata la necessità di una chiarezza informativa che non può non basarsi su una comunicazione di arricchimento della conoscenza, che deve quindi, per necessità, fuggire qualsiasi deriva personalistica, e ricordare che dall’informazione organica passa tantissima dell’attenzione nei confronti della reputazione di una figura istituzionale.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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