Media training: 5 cose da evitare in un talk show

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Il media training di qualità deve tenere in gran conto lo scenario televisivo, e questo chi ci segue ogni giorno lo sa bene. La tv è il luogo dove la comunicazione politica tocca in maniera profonda l’ambito emozionale, ma questo non significa che sia ammissibile non curare alcuni aspetti in grado di rendere la partecipazione a un salotto televisivo un momento capace di incidere profondamente e in maniera positiva nell’universo del personal branding di un politico.

Quali sono i passi falsi da evitare in un talk show? In che modo la strategia di media training può essere danneggiata dalla presenza in un salotto televisivo? Nelle prossime righe vi guideremo alla scoperta di alcuni consigli utili a far sì che un processo di media training risulti vincente, anche in situazioni che possono non essere facili.

  • Mai abbandonare lo studio: abbandonare lo studio (e qui l’elenco di personaggi diventa davvero lungo, partendo da Mara Carfagna per arrivare a Lucia Annunziata) è segno di mancanza di argomenti solidi, e della volontà di puntare sull’emozione come fattore incisivo ma privo di contenuti.Evitare il dialogo a due: se ci sono più ospiti, è bene cercare di interagire con tutti, e non soltanto con il proprio rivale politico diretto. L’universo del media training uscirà così molto più forte, dal momento che viene messa in evidenza la duttilità mentale, e la capacità di spaziare da un argomento all’altro, uscendo anche dal proprio campo di diretta competenza.

  • Evitare il dialogo a due: se ci sono più ospiti, è bene cercare di interagire con tutti, e non soltanto con il proprio rivale politico diretto. L’universo del media training uscirà così molto più forte, dal momento che viene messa in evidenza la duttilità mentale, e la capacità di spaziare da un argomento all’altro, uscendo anche dal proprio campo di diretta competenza.

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  • Mai fare riferimenti personali a qualcuno del pubblico: il pubblico in un talk show ha un ruolo molto importante, soprattutto quando si parla di politica o di argomenti culturali. L’interazione con chi vi fa parte è fondamentale, come il fatto di evitare riferimenti personali (un riferimento interessante a questo proposito è lo scontro tra Daniela Santanché e una poliziotta durante una puntata di Annozero), al fine di non far passare l’idea di una mancanza di contenuti e della volontà di nasconderla in maniera poco organizzata.

  • Non toccarsi troppo i capelli: qui passiamo dall’ambito contenutistico a quello fisico, dando un consiglio decisamente fondamentale. La tv enfatizza molto i gesti, e quello di toccarsi i capelli è sinonimo in molti casi di nervosismo.

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Il media training ne verrebbe quindi inficiato in maniera non indifferente, dal momento che al centro dell’attenzione entrerebbe l’ambito emozionale come momento di incapacità di gestione della propria figura, attraverso gesti in grado di rimanere impressi per molto tempo nell’immaginario percettivo dell’utenza.

  • Non ricorrere troppo all’oggetto feticcio: l’oggetto feticcio è molto importante nelle occasioni di interazione visiva, come per esempio i talk show. Abusarne può però essere controproducente (un esempio interessante a questo proposito è l’uso che Concita De Gregorio fa degli occhiali), dal momento che la strategia di media training sarebbe caratterizzata da un’attenzione molto forte su un’immagine stereotipata.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.