Media Training: 3 passi falsi (da evitare) della diretta streaming

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La possibilità di organizzare dirette streaming ha cambiato tantissimo il modo di approcciarsi al media training, aprendo una frontiera totalmente nuova rispetto alle linee di comunicazione che hanno dominato lo scenario professionale fino a pochi anni fa.

Organizzare una diretta streaming legata a un incontro istituzionale o a una riunione politica implica l’attenzione a diversi fattori, in modo da costruire un percorso di media training il più efficace possibile.

Quali passi bisogna evitare durante uno streaming? Quali sono i killer principali di questa modalità di comunicazione?

Nelle prossime righe e concluderemo la settimana con qualche breve pillola di media training dedicata a chi vuole orientare la propria comunicazione politica su una strada 3.0 senza passare soltanto per la via social.

  • “Iniziare non dall’inizio”: durante un momento di public speaking che vede il pubblico a contatto diretto con l’oratore è fondamentale “inziare non dall’inizio”, cercando di coltivare l’attenzione dell’uditorio attraverso la leva sulle corde emotive. Per quanto riguarda lo streaming la situazione è diversa, in quanto tale modalità di divulgazione dei contenuti prevede uno scarto molto meno ampio tra chi eroga i contenuti e chi li riceve.

Chi sceglie di guardare una diretta streaming lo fa con l’intento di ricevere informazioni chiare e immediate, dedicando a questo obiettivo una parte non indifferente del proprio tempo. Un consiglio di media training utile per rendere questo processo efficace è quindi di evitare di iniziare con espressioni retoriche (e.g. l’ironia di Grillo nei primi momenti della diretta streaming con Renzi) ma di entrare subito nel vivo dell’argomento principale.

  • Rincorrere la viralità: la viralità è un processo quasi naturale quando ci si muove nella comunicazione online. Nel caso specifico dello streaming interviene però, come già ricordato nel punto precedente, l’esigenza di ottimizzare tempo ed efficacia dei contenuti.

A questo proposito può essere dannoso dal punto di vista del successo lasciare spazio all’ironia anche nel corso dell’interazione, soprattutto se si è consapevoli che dalle proprie affermazioni può nascere una situazione di viralità social. Un esempio negativo legato a quanto abbiamo appena ricordato è individuabile nella ripetuta battuta di Renzi “Esci da questo blog”, che ha dominato il WOM mediatico in maniera quasi più forte rispetto ai pochi contenuti di rilevanza istituzionale che sono stati esposti nel corso dell’incontro.

  • Essere autoreferenziali: l’autoreferenzialità non premia nella comunicazione 3.0 e in una strategia di media training connessa all’efficacia di una diretta streaming ancora meno.

Essere autoreferenziali in un contesto di fruizione immediata dei contenuti è profondamente dannoso per il personal branding di un politico, in quanto comportamento che fa passare l’idea dell’incapacità di gestire un contesto in cui manca l’interazione diretta con il pubblico, ma dove la persona con le sue idee e il suo universo culturale si mette in gioco in maniera completa esponendosi al giudizio di un numero imprecisato di utenti.

Un breve inciso da spin doctor sulle consultazioni del premier incaricato Matteo Renzi e l’incontro in streaming con Beppe Grillo. Dal punto di vista istituzionale l’incontro sarebbe dovuto durare molto meno e avere un inizio senza premesse, del tipo:

R: Questo è il programma che presenterò. Immagino che non avrò la fiducia dal vostro movimento ma limiterei il nostro incontro proprio a questo.

G: Non ti voglio ascoltare perché….(motivazioni)

R: Ok, allora non abbiamo altro da aggiungere.

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Se si può dedurre l’obiettivo di Beppe Grillo di provocare e destrutturare l’avversario a scopo di mostrare coerenza con il distacco scelto da sempre…questo traguardo è stato raggiunto.

Se l’obiettivo del neo Premier era quello di mostrare una corretta disponibilità anche nei confronti degli oppositori, anche questo obiettivo è stato raggiunto, passando però attraverso un eccessivo turpiloquio che ha mostrato debolezza e innescato un messaggio virale non proprio positivo.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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