Vuoi batterlo? Minimizzalo…

Bersani-BallaròAutorevolezza: in tempi religiosamente tormentati, per essere un leader ci vuole soprattutto questo. Ma la personalità, rispetto a quanto pensano in molti (soprattutto i politici che vediamo spesso nei talk show) non si esprime alzando la voce. Coprire col proprio tono le parole dell’avversario. Spesso il carisma si dimostra con la capacità di minimizzare – anche con l’uso del silenzio – le parole di una parte avversa. Come a dire: “Tanto sono tutte cavolate!”.

Il trend attuale pare essere quello di minimizzare, ovvero ridurre l’importanza delle parole dell’avversario con semplicità, quasi con superiorità. Prendete la performance iniziale di Pierluigi Bersani nella puntata di “Ballarò” dello scorso dieci Maggio.

Dopo il servizio con cui si apre il programma – dedicato alle critiche di Silvio Berlusconi nei confronti del programma fiscale del Centrosinistra – si rientra in studio. A Bersani viene data la parola.

Il segretario del Pd fa allora tre cose: una pausa silenziosa, uno sguardo sconsolato – quasi seccato – allo schermo e le parole “è un imbroglione, un imbonitore, punto. Non voglio nemmeno star qui a discutere”. È un inizio di performance che marca una cesura rispetto allo stile solito di Bersani, solitamente pacato e aperto al dialogo, anche con la parte politica avversaria.

sorrisoberlusconi

Per minimizzare le parole di Berlusconi, Bersani ha dunque usato strumenti che uniscono le capacità di un leader con quelle proprie di chi vuole zittire l’altra parte politica. Innanzitutto il silenzio: usarlo sia nel senso pieno del termine (con una pausa priva di parole) sia come connotazione del proprio intervento (non rispondere a tema alle parole dell’avversario) sono due caratteristiche importanti. È in questo modo che viene fuori una delle caratteristiche proprie di chi “sa il fatto suo”: se si ignorano le altrui critiche e si va per la propria strada mostrando convinzione nelle proprie caratteristiche, l’idea che viene data è di sicurezza. E la sicurezza veicola moltissima simpatia.

Sminuire avviene anche (e il caso di Bersani lo dimostra) in un’altra maniera: rendendo le parole degli avversari delle false promesse. Da questo punto di vista, ha ricoperto un grande valore – anche e soprattutto simbolico – il gesto di Bersani di strappare il famoso “contratto con gli italiani” che Berlusconi firmò dieci anni fa negli studi di “Porta a porta”. Infatti, unire alle proprie parole un gesto permette di dare maggior risalto alla performance, lasciandola ben impressa nella mente e nel ricordo di chi vi ha assistito.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.