L’onda lunga della comunicazione di crisi: l’epilogo del caso Concordia

comunicazione di crisi

Il naufragio della Costa Concordia è stato gestito portando in evidenza un esempio di comunicazione di crisi tecnicamente molto interessante, ricco di spunti relativi soprattutto al corretto utilizzo dei social media. Caso mediatico di ovvio respiro internazionale, questo avvenimento ha rappresentato una palestra tecnica di grande importanza per quanto riguarda la gestione dell’immagine aziendale e del brand Italia nel mondo.

I fatti degli ultimi giorni, che hanno visto nuovamente l’attenzione internazionale sull’Isola del Giglio, possono essere definiti come l’onda lunga di un processo di comunicazione di crisi estremamente complesso, in cui sono stati coinvolti attori sia aziendali che politici.

Lungo quali linee gestionali si sta muovendo la comunicazione? Noi apriamo la settimana con qualche pillola per aiutarvi a capire qualcosa di più.

  • Gli interlocutori aziendali: nella giornata di ieri, in cui il relitto ha raggiunto il porto di Genova, Matteo Renzi – durante una visita lampo nel capoluogo ligure – ha tenuto un discorso rivolto a interlocutori aziendali, legati alle realtà coinvolte nel processo di smantellamento della carcassa.

Questa scelta tecnica risulta molto puntuale dal punto di vista della gestione – più precisamente della risoluzione – di un processo di comunicazione di crisi, in quanto sottolinea l’attenzione dedicata all’aspetto tecnico, espressa anche attraverso l’incoraggiamento e il ringraziamento a chi sta coordinando tutte le operazioni che porteranno alla chiusura definitiva di una parte nodale del caso.

La sinergia tra contenuti razionali e messaggi di natura emozionale è fondamentale in comunicazione di crisi, soprattutto in un caso come questo, che vede in prima linea sia l’aspetto della tragedia delle perdite umane, sia quello relativo alla gestione dei danni a lungo termine che coinvolgeranno il luogo del naufragio.

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  • Il racconto social: il percorso del relitto della Concordia dall’Isola del Giglio fino al porto di Genova è stato protagonista delle dirette social di diversi quotidiani sia italiani sia internazionali, con un’attenzione dettagliata a tutte le operazioni, dalla messa in sicurezza del relitto nei mari toscani fino al suo arrivo a Genova. Come nelle tragiche ore tra il 13 e il 14 gennaio 2012, anche in questo caso il racconto in tempo reale ha un ruolo di primo piano nella gestione di un percorso di comunicazione di crisi completo.

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In questa circostanza non è stato però possibile riscontrare alcuna attenzione al tema da parte di voci politiche: sui profili social degli esponenti dell’esecutivo nella giornata di ieri non è comparso alcun contenuto legato all’arrivo del relitto a Genova e all’inizio ufficiale delle operazioni di smantellamento (che rappresentano anche un importante volano occupazionale).

Questa mancanza rappresenta un errore dal punto di vista della gestione dell’onda lunga del processo di comunicazione di crisi, in quanto dietro alle polemiche sulla spettacolarizzazione della vicenda vi è comunque la necessità di restaurare a livello internazionale una brand image danneggiata da diversi punti di vista.

Il racconto social in tempo reale (anche attraverso l’erogazione di un unico post di qualità) in questo caso avrebbe potuto anche portare punti all’immagine delle aziende coinvolte, oltre che rappresentare un veicolo di contenuti di alto valore emozionale, in grado di far passare l’idea di una coesione attorno ai valori del brand al centro dell’iter di comunicazione di crisi.

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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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