La storia dell’abito e del monaco

Livia_Turco1-196x250E’ vero, l’abito non fa il monaco: non è certo indossando i vestiti più costosi e alla moda che costruirete rispettabilità. Tuttavia ci sono molte annotazioni da collegare.

Il messaggio fondamentale è: fatti notare per ciò che sei e non per ciò che indossi. Fa in modo che il tuo pubblico non sia distratto da quell’orologio così costoso, quelle scarpe così appariscenti, quel trucco (per le donne) così marcato.

Un imperativo: essere neutri e “ecologici”. Adatta il tuo abbigliamento alla situazione e sii simile al tuo pubblico. Le ostentazioni non fanno altro che aumentare le distanze e creare superiorità.

Devi parlare a studenti di un liceo e tu sei un manager 50enne con un po’ di pancia? Non vestirti come un quindicenne con jeans e sneakers ma nemmeno come il solito “cumenda”. Troppo spesso si vedono persone vestite in modo assolutamente inopportuno.

L’abbigliamento femminile è più complesso di quello maschile: meglio abbondare di femminilità con accessori e trucco o maschilizzarsi con colori scuri e giacche abbottonate? Non è vero che “in medio stat virtus” (almeno in questo caso). Ci vorrà solo una maggior attenzione nella scelta dei capi.

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Qualcuno adesso potrebbe invocare le leggi del buon gusto e del buon senso e allora commentiamo quelche foto:

Tanta passione per il Ministro Bossi ma vestito di una taglia di troppo e la camicia troppo scomposta. Sarebbe stato meglio togliere la cravatta.
Giacca in stile “vecchio divano” per il Ministro Turco e dettaglio troppo sensuale per un’aspirante ministro della Repubblica per la rossa del PDL.

Un esempio? Si parla troppo spesso delle autoreggenti della Brambilla piuttosto che delle sue iniziative a favore degli animali. Di sicuro la colpa non è delle autoreggenti ma quei dettagli la avvicinano troppo al mondo delle starlette mentre nello stesso tempo le tolgono autorevolezza.

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Il classico non tradisce mai, specie se coerente con il contesto.

Obama ci insegna che, anche davanti a un pubblico oceanico, si può:

  • Togliere la giacca e rimanere in maniche di camicia

 

  • Togliere la cravatta, invece di allentarla

 

  • Sbottonare la camicia, ma senza esagerare per non dare l’effetto “naufrago”

 



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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