Il Problema della Coerenza

pep_marchegiani_mario_monti_02-300x300Succede spesso di ascoltare qualcuno che non ci convince fino in fondo. Succede altrettanto spesso di valutarne le idee, i progetti per poi concludere che manchi qualcosa, a volte di indefinito.

Cosa determina l’efficacia di un messaggio? Vari aspetti, uno su tutti: la coerenza fra ciò che diciamo e ciò “che sta dietro”.

Gli studiosi di Palo Alto (Watzlawick, Birkenbihl) ci dicono due cose fondamentali:

  1.  Non si può non comunicare, ovvero se i comportamenti oltre alle parole hanno dei significati è anche vero che non esistono i contrari. Non esistono i non-significati, i non-comportamenti.
  2. Non si può prescindere dal contesto in cui vengono pronunciate certe parole, sia nelle modalità che nelle condizioni generali.

Fatta questa breve premessa scientifica è interessante analizzare cosa succeda ogni qualvolta siamo di fronte ad una persona che “a parole” ci dice certe cose ma poi, i modi ne pregiudicano l’effetto.

Attenzione, non mi riferisco solamente al “linguaggio del corpo” ma ad un check di coerenza molto più complesso.

  • Cosa succederebbe se dopo anni di tradimenti dichiarassimo alla persona che amiamo tutta la nostra intenzione di fedeltà?
  • Cosa succederebbe se dopo aver licenziato il 50% dei dipendenti, un manager dichiarasse “stiamo investendo per il futuro dell’azienda”?
  • Cosa succederebbe se, dopo anni di incapacità e inefficacia, lo stesso politico ci proponesse una “rivoluzione” meritocratica, basata su riorganizzazione e tagli agli sprechi?

Direbbe Vera Birkenbihl: se in piano del contenuto (ciò che diciamo) è in contrasto col piano della relazione (come lo diciamo e come lo inquadriamo in un contesto) allora è il secondo a prevalere, ovvero le idee sono sovrastate dal pregiudizio.

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Il parallelismo con le campagne elettorali, soprattutto quelle del nostro paese, è assai semplice.

Chi pensa ingenuamente che il marketing elettorale sia l’arma vincente per la conquista del consenso, spreca denaro e risorse.

Ascoltare le richieste dei cittadini è un dovere ma proporre soluzioni “strumentali” e opportunistiche è distruttivo, sia per l’immagine del proponente che per quella del movimento che rappresenta.

La strategia deve essere costruita tramite un percorso obbligatorio di coerenza. Il ladro che promette interventi sulla “sicurezza”, il ciarlatano che suggerisce rivoluzioni scientifiche, il burocrate che propone scorciatoie innovative non fanno altro che alimentare il dissenso, con buona pace degli scontenti, degli anti-politici e dei populisti.

La campagna per le politiche 2013 è stata caratterizzata da moltissimi messaggi la cui coerenza col candidato era impercettibile, se non dopo un tortuoso ragionamento e quindi inefficace sull’elettorato.

Dal Monti de-tassatore al Bersani smacchiatore senza additivi, dal Fini innovatore della politica al Giannino millantatore.

Non è utile entrare nel merito di modi e intenzioni: Monti aveva una precisa “agenda”, Bersani una incrollabile ossessione berlusconiana, Fini un percorso e Giannino idee contro-corrente. Tuttavia, ogni progetto politico non può basarsi solo sulle idee ma su come esse possano essere comprese e “sposate” dagli elettori.

Troppe spiegazioni, troppa incoerenza, troppi insulti hanno portato a risultati alquanto prevedibili e scontati: hanno vinto quei movimenti che hanno saputo parlare alla gente, appassionare un elettorato e far vedere un futuro di “riscossa”. Grillo e Berlusconi ringraziano.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.