I livelli della Comunicazione di Crisi: appunti dal caso Monti

comunicazione di crisi

La comunicazione di crisi può trovare in queste ore un terreno di analisi molto interessante nel “caso Monti”, ossia nella vicenda successiva all’intervista rilasciata dall’ex premier al giornalista Alan Friedman e relativa ai contatti intercorsi col Presidente Napolitano durante l’estate 2011.

Il caso può dirsi ricco di spunti in quanto osservabile tenendo conto di un aspetto molto rilevante, ossia quello dei livelli di esercizio della comunicazione di crisi, che possono cambiare a seconda di chi eroga i contenuti.

Nelle prossime righe entreremo nel vivo di questa episodio, cercando di ricavare quelli che possono essere i punti principali nella gestione di un caso di comunicazione di crisi politica che vede coinvolti attori di diversa rilevanza istituzionale e quindi legati a strategie di comunicazione che devono per forza muoversi su strade a volte separate.

  • La lettera ufficiale: abbiamo già avuto modo di parlare dell’efficacia della lettera aperta e ufficiale in un processo di comunicazione di crisi, analizzando un caso aziendale come quello di BlackBerry e siamo oggi davanti all’utilizzo del medesimo mezzo, ma con fini decisamente differenti.

Se nel caso della crisi del progenitore degli smartphone la lettera aperta rappresentava un espediente di personalizzazione, nel caso di Napolitano ci troviamo davanti a un’espressione di profonda ufficialità, in cui viene sottolineata l’autorevolezza della figura del Presidente della Repubblica e la necessità di una sua attenzione alla riservatezza.

La lettera ufficiale diventa quindi una scelta strategica di comunicazione di crisi che da una parte si apre allo storytelling (il breve excursus sui dettagli della situazione politica nel 2011), dall’altra sottolinea l’importanza dell’essenzialità dei contenuti e della possibilità di inquadrarli in maniera immediata quando sono erogati da una figura di grande autorevolezza istituzionale.

  • La forza dell’intervista: anche osservando invece il comportamento di Mario Monti è possibile trovare dei punti molto interessanti sulla gestione della comunicazione di crisi. In primo luogo si può riscontrare una scelta positiva, ossia quella di rilasciare un’intervista in un contesto di estrema efficacia come un faccia a faccia televisivo con un giornalista, dove un ruolo fondamentale nella definizione dei contenuti è svolto anche dal contatto visivo che l’utenza può avere con la figura protagonista del processo di comunicazione.

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La scelta di un contesto differente da un talk show serale (e di una situazione senza dubbio più limitata a livello temporale) rappresenta una strategia molto performante, che si avvicina a quella di Napolitano per via dell’alto livello di chiarezza e di concentrazione delle informazioni.

La comunicazione di crisi, a seconda del ruolo di chi esercita il processo, deve caratterizzarsi per la scelta di particolari mezzi e linguaggi: nell’affair Monti abbiamo potuto vedere una gestione molto interessante di queste differenze e un’ottima convergenza per quanto riguarda quei punti in comune che non possono mancare quando si tratta un ambito in cui sono coinvolte le basi stesse delle istituzioni.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.