Media Training: il confronto televisivo vincente

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È andato in scena venerdì un momento di media training a ragione definibile come fondamentale nell’attuale panorama della politica italiana: il confronto televisivo tra i candidati delle primarie del PD.

Dal punto di vista dell’analisi dei processi di comunicazione si tratta di un’occasione di grande interesse, e nelle prossime righe cercheremo di tracciare un quadro che aiuti a definire le strategie migliori per un confronto televisivo vincente, e per gestire nella maniera migliore il media training in un momento di cruciale importanza soprattutto per il personal branding della singola figura istituzionale.

Parlare dell’avversario: parlare dell’avversario e dei suoi punti deboli rappresenta una strategia di media training non sempre performante. Nel caso specifico del confronto di venerdì è stato possibile vederla in atto da parte di Matteo Renzi, che ha fatto un più che esplicito riferimento a Berlusconi.

Parlare dell’avversario, soprattutto se in un momento di profonda difficoltà, può rappresentare una strategia di media training poco utile dal punto di vista del lavoro sull’acquisizione di consenso, dal momento che può essere spia di una mancanza di contenuti.

La potenza del “noi”: molte considerazioni successive al confronto hanno parlato di un Civati vincitore del momento di interazione. Senza dubbio la sua strategia di media training ha rappresentato una sorpresa molto interessante.

Prima di tutto è possibile notare l’attacco di una risposta molto breve con il pronome “noi” e con l’enfasi posta sulla collettività di chi ha lavorato alla campagna (stratagemma tecnico senza dubbio molto utile quando si tratta di convincere a votare).

Sempre ponendo l’accento sulle affermazioni di Civati, un altro aspetto molto interessante è l’accostamento tra cifre e aspetto emozionale, sinergia legata nello specifico ai voti persi e alla necessità di recuperarlo.

Questa scelta contenutistica rappresenta uno dei capisaldi del public speaking, e un’ottima impostazione strategica quando si tratta di mettere a punto un edificio di media training che possa essere persuasivo.

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– Non iniziare dall’inizio, ma nemmeno allontanarsi troppo dal punto focale: lavorare sull’introduzione in un momento di public speaking e di ovvia attenzione al media training rappresenta un punto di grande importanza tecnica.

Quando si deve gestire un momento di confronto televisivo avente come obiettivo finale la persuasione è però fondamentale mantenere un equilibrio, ed evitare di unire alle immagini legate alla strategia di personal branding contenuti più generali senza dubbio utili, ma non efficaci nella contingenza.

Osservando l’approccio di Cuperlo è possibile notare una deviazione rispetto a quanto appena espresso, soprattutto per via dei numerosi cenni al governo di larghe intese, soprattutto all’inizio delle risposte.

Porte chiuse alla negatività: un processo di media training persuasivo, soprattutto se messo in atto in un contesto di forte carica emozionale come quello televisivo, deve passare da un’attenzione molto profonda nei confronti dei contenuti “negativi” e critici, molto presenti sia nell’interazione di Cuperlo sia in quella di Renzi.

Porte aperte all’oggettività, ma senza dimenticare che il miglior modo di convincere è fare leva sui punti forti di un lavoro.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.