I killer della comunicazione di crisi tra web e public speaking

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La comunicazione di crisi viaggia su diversi canali mediatici ed è importante, al fine di procedere tenendo conto prima di tutto della qualità, avere in mente quelli che sono i punti killer in grado di rovinare un lavoro ben fatto. La comunicazione di crisi può essere un processo a lungo termine (dipende dalla risonanza sociale e mediatica della situazione difficile) ed è fondamentale tenere conto anche di questo aspetto quando si lavora strategicamente.

Nelle prossime righe vi daremo qualche consiglio sui “don’t” della comunicazione di crisi, cercando di prendere spunto da alcuni avvenimenti recenti.

  • No all’ironia se non c’è chiarezza: l’ironia è un espediente di grande potenza soprattutto in comunicazione di crisi, ma è importante ricorrervi solo quando ogni passaggio del processo d’interazione risulti ben chiaro. Un esempio poco performante a questo proposito può essere individuato nella battuta di Obama durante il discorso al Dipartimento di Giustizia e relativa allo “spionaggio migliore del mondo” in riferimento allo scandalo Datagate. In una situazione carica di punti oscuri come nel caso appena citato, l’ironia – anche se presentata in maniera molto immediata e snella – può costituire un fattore in grado di inficiare i contenuti di un intero processo di comunicazione di crisi.

  • No all’autoreferenzialità: per questo “don’t” riguardante la comunicazione di crisi ci spostiamo in Italia e prendiamo spunto dalla fertilissima case history di Renzi e dell’iter della legge elettorale. La situazione interna al PD può essere definita molto vicina a uno stato di crisi (come abbiamo già ricordato) ed è possibile notare un forte orientamento all’autoreferenzialità nella comunicazione di Matteo Renzi (p.e. nei continui richiami all’innovazione dell’accordo con Silvio Berlusconi).

Si tratta di una strategia che è arma a doppio taglio, dal momento che da una parte focalizza l’attenzione sulla ricchezza del personal branding di una figura di nodale importanza, dall’altra affossa quella ricchezza di contenuti dalla quale è possibile ricavare spunti interessanti per risolvere una situazione di crisi.

  • Non attaccare: quando ci si trova a dover gestire una situazione di comunicazione di crisi è fondamentale non attaccare, soprattutto i contesti mediatici che riprendono la case history in cui si è coinvolti. Un esempio interessante a questo proposito può essere quello di Matteo Salvini, che dopo le polemiche relative al suo assenteismo al Parlamento Europeo ha attaccato Striscia la Notizia che ha richiamato durante un servizio la situazione senza dubbio difficile per il personal branding di un politico da poco assurto al ruolo di segretario di partito.

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La comunicazione di crisi è, come abbiamo ricordato, un processo che può avere delle tempistiche molto elastiche ed è bene tenere conto anche di questa particolarità, perché trascurarla può rappresentare in certi casi un passo falso in grado di rovinare un lavoro fatto bene, caratterizzato da varietà di contenuti e apertura a tutte le istanze interne a una formazione politica.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.